Nozione di pertinenza. Differenze tra pertinenza urbanistica e pertinenza civilistica.

0
285

Una delle difficoltà operative che si presentano in sede di verifica sugli immobili è quella della definizione di “pertinenza”, soprattutto laddove vengono riscontrate opere edilizie che, di fatto, aumentano la superficie utile.

A tale proposito è molto interessante la nozione di pertinenza urbanistica e la differenza con quella civilistica che ne dà Cons. di Stato, sez. II, 24/12/2020, n. 8332.

Preliminarmente osserva che la qualifica di pertinenza urbanistica non è riconducibile a quella civilistica, in quanto, ai fini della pertinenza urbanistica, non si deve considerare solo il rapporto funzionale di accessorietà con la cosa principale, ma si devono valutare le caratteristiche dell’opera in sé sotto il profilo dell’autonomo impatto urbanistico sul territorio.

Infatti, la nozione di pertinenza urbanistica è più ristretta rispetto a quella civilistica, definita dall’art. 817 c.c. ed è applicabile solo ad opere di modesta entità ed accessorie rispetto ad un’opera principale.

A differenza della nozione di pertinenza di derivazione civilistica, quindi, ai fini edilizi, il manufatto può essere considerato una pertinenza quando è non solo preordinato ad un’oggettiva esigenza dell’edificio principale ed è funzionalmente inserito al suo servizio, ma anche quando trattandosi di opere di modestissima entità e accessorie rispetto a un’opera principale, quali ad esempio i piccoli manufatti per il contenimento di impianti tecnologici e simili, sia privo di un autonomo valore di mercato e non comporti carico urbanistico, proprio in quanto esaurisce la sua finalità nel rapporto funzionale con l’edificio principale.

In particolare quando sia realizzato un nuovo volume, su un’area diversa ed ulteriore rispetto a quella già occupata dal precedente edificio, ovvero sia realizzata una qualsiasi opere, come ad es. una tettoia, che ne alteri la sagoma, ne difetta la natura pertinenziale.

In conclusione, la pertinenza è per sua natura caratterizzata dalle dimensioni ridotte e modeste del manufatto rispetto alla cosa cui esso inerisce, per cui non può essere considerata tale, e quindi è sottoposta al regime del permesso di costruire, la realizzazione di un’opera di rilevanti dimensioni, che modifichi l’assetto del territorio e che occupi aree e volumi diversi rispetto alla res principalis, indipendentemente dal vincolo di servizio o d’ornamento nei riguardi di essa.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui