esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie.» (Sez. Un. n. 8053 del 2014). In particolare, lo stato di visibilità non risulta decisivo nelle argomentazioni del giudice; in riferimento al punto dello scontro, si tratta in realtà della prospettazione di una diversa valutazione; rispetto alla consulenza, si censura la sentenza perché il giudice avrebbe errato nel ritenere erronee e contraddittorie le conclusioni del consulente rispetto al profilo del nesso causale della condotta del giovane deceduto. Con il quinto motivo, di deduce violazione dell’art. 2054 cod. civ. Si censura la decisione per non avere valutato la condotta dell’altra conducente ai fini di verificare la sussistenza di un suo concorso, ritenuto esistente per via della velocità non adeguata allo stato dei luoghi, una volta accertata la condotta negligente del giovane deceduto; tanto in contrasto con la giurisprudenza di legittimità che ritiene necessario tale accertamento, non potendo valere l’accertamento della condotta di uno dei conducenti a superare la presunzione di responsabilità dell’altro. Il motivo non ha pregio. La Corte di merito ha fatto corretta applicazione del principio consolI.to, secondo cui, «nel caso di scontro tra veicoli, la presunzione di pari responsabilità prevista dall’art. 2054 cod. civ. ha carattere sussidiario, dovendosi applicare soltanto nel caso in cui sia impossibile accertare in concreto il grado di colpa di ciascuno dei conducenti coinvolti nel sinistro; l’accertamento della intervenuta violazione, da parte di uno dei conducenti, dell’obbligo di dare la precedenza, non dispensa il giudice dal verificare il comportamento dell’altro conducente onde stabilire se quest’ultimo abbia a sua volta violato o meno le norme sulla circolazione stradale cd i normali precetti di prudenza, potendo l’eventuale inosservanza di dette norme comportare l’affermazione di una colpa concorrente.» (da ultimo Cass. n. 21130 del 2013). Ed, infatti, ed in estrema sintesi, data la sicura violazione del diritto di precedenza da parte del giovane deceduto, la Corte di merito ha escluso che la conducente della vettura antagonista avesse tenuto una velocità non adeguata. Con argomentazione coerente in riferimento alle risultanze istruttorie, ha escluso che la conducente si trovasse contromano; ha ritenuto adeguata la velocità stimata, argomentando criticamente rispetto alla consulenza che riteneva dovesse essere più bassa, così escludendo ogni concorso della stessa nella causazione del sinistro. ln definitiva, pur richiamando la decisione (Cass. n. 9550 del 2009) che ritiene possibile trarre la prova liberatoria dell’altro conducente dall’accertamento eziologico esclusivo nei confronti del primo, ha comunque in concreto escluso la condotta colposa.

Mimmo Carola

 

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