Con una interessante ordinanza, la n. 6059 del 26marzo 2015, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito un principio importante in materia di giurisdizione, affermando l’importante principio di diritto secondo cui la giurisdizione in materia di opposizione all’ordinanza – ingiunzione emessa dall’autorità amministrativa (nella specie, la Provincia), relativa a sanzioni applicate per le violazioni concernenti disposizioni in materia di “tutela dell’ambiente dall’inquinamento, della flora, della fauna e delle aree protette”, spetta al Tribunale ordinario e non al Tribunale Amministrativo Regionale.

Il fatto trae origine dal contenzioso instaurato da un Comune nei confronti della Provincia.

In breve, i fatti. Il Comune e il Sindaco pro – tempore, premesso:

1) con ordinanza – ingiunzione la Provincia aveva irrogato la sanzione di euro 3.000 al Sindaco e al Comune stesso, in solido, per duplice violazione dell’ art. 133 terzo comma D.Igs. n. 152 del 2006, avendo i tecnici dell’unità organizzativa A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) rilevato da analisi a campione che l’impianto di depurazione di immissione di acque reflue urbane in corsi d’ acqua superficiali, provenienti dalla pubblica condotta di fognatura comunale, nel punto di sbocco in C.B., aveva superato più volte il parametro massimo di 5.000 UFC/100 per l’ “Escherichia Coli”, prescritto nel!’ autorizzazione della Provincia;

2) il provvedimento era illegittimo per violazioni della legge n. 689 del 1981;

3) la Provincia non aveva il potere di irrogare sanzioni, spettando tale potere alla Regione. Pertanto hanno chiesto al Tribunale di annullare detta ordinanza. La Provincia si costituiva chiedendo il rigetto. A quel punto, il Comune ha proposto ricorso per regolamento di giurisdizione, sostenendo, in estrema sintesi, che le violazioni e/o contestazioni attengono a rapporti tra enti pubblici, con onere di intervento congiunto e/o sostitutivo, di competenza del giudice amministrativo.

In particolare, con l’ ingiunzione emessa a norma della legge n. 689 del 1981, si era incardinata la giurisdizione ordinaria, come se il Comune fosse un soggetto privato che produce reflui urbani, e non un soggetto che concorre con la Provincia per i fini di cui al D.Igs. 152 del 2006 e in particolare per l’abbattimento dei parametri inquinanti, con la conseguenza che il conflitto è tra due enti territoriali, e perciò si “radica” la giurisdizione amministrativa.

Tale assunto veniva contrastato dalla Provincia, la quale sosteneva che il petitum dell’impugnazione è l’ accertamento del diritto a non esser sottoposto ad una prestazione patrimoniale illegittima, di cui si chiede l’annullamento, e al giudice ordinario spetta di sindacare la validità sostanziale dell’ingiunzione esaminando i presupposti di fatto e di diritto dell’infrazione contestata, né è configurabile una concessione di pubblico servizio tra la Provincia ed il Comune, ma un’ autorizzazione allo scarico, e quindi è inapplicabile il codice del processo amministrativo.

Esclusa la giurisdizione del TARLe Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il conflitto, attribuendo la competenza al Tribunale ordinario, escludendo la giurisdizione del giudice amministrativo.

In particolare,

dopo aver operato una ricognizione della normativa applicabile, dando conto dell’evoluzione legislativa in materia, i Supremi Giudici hanno osservato, in relazione al caso esaminato, che il Comune, titolare dello scarico finale in corsi d’acqua superficiali delle acque reflue urbane provenienti dalla pubblica fognatura dell’agglomerato e gestore del relativo impianto di depurazione, era destinatario dell’obbligo di rispettare le prescrizioni a tutela dell’ambiente dall’inquinamento contenute nell’autorizzazione e, quindi, di verificare la idoneità del trattamento di depurazione a mantenere le acque reflue nei limiti ammessi e, in caso contrario, di attivarsi per i necessari trattamenti stabiliti per non superare, nel punto di scarico, i limiti di accettabilità delle sostanze inquinanti ed in particolare dell’escherichia coli. Pertanto, puntualizzano i giudici della Suprema Corte, il rapporto instauratosi per effetto di detta autorizzazione tra Provincia e Comune non scaturisce da un accordo tra pubbliche amministrazioni, ovvero da procedura di affidamento di un pubblico servizio, come la fornitura del servizio idrico integrato (captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue, alla tariffa normativamente prestabilita (secondo il principio “chi inquina paga”), agli abitanti di un Comune, gestita dal medesimo – e sono perciò irrilevanti gli artt. 3-bis (Principi sulla produzione del diritto ambientale), 3-ter (Principio dell’azione ambientale), 3-quinquies (Principi di sussidiarietà e di leale collaborazione).

Atto di autorizzazione allo scarico

La violazione delle prescrizioni contenute nell’atto di autorizzazione allo scarico configura un illecito amministrativo comune; per disposizione dello stesso T.U.A. (art. 135) all’ irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie provvede, con ordinanza – ingiunzione, la regione (ma, nel caso in esame, la Regione aveva attribuito alle province “l’attività sanzionatoria”); poiché, peraltro, la normativa del 2011 in tema di semplificazione dei riti civili, dispone che l’opposizione all’ordinanza – ingiunzione si propone davanti al Tribunale, anziché davanti al Giudice di Pace, quando la sanzione è stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia di “tutela dell’ambiente dall’inquinamento, della flora, della fauna e delle aree protette”, ne consegue – conclusivamente – che la giurisdizione spetta all’autorità giudiziaria ordinaria, oltre al rilievo che la controversia è sul diritto a non esser sottoposto ad una prestazione patrimoniale illegittima. Da qui, dunque, l’attribuzione della giurisdizione al Tribunale ordinario e non al T.A.R. Di rilievo le conseguenze pratiche della sentenza. Ed invero, secondo l’esegesi operata dalla Cassazione, la giurisdizione in materia di opposizione all’ordinanza – ingiunzione emessa dall’autorità amministrativa, relativa a sanzioni applicate per le violazioni concernenti disposizioni in materia di “tutela dell’ambiente dall’inquinamento, della flora, della fauna e delle aree protette”, spetta al Tribunale ordinario e non al Tribunale Amministrativo Regionale.

Mimmo Carola

  
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