Cass. civ., sez. VI 2, 24/09/2014, n.20122

Tra gli elementi essenziali da indicare nella verbalizzazione di sanzioni mediante utilizzo di apparecchiature elettroniche viene richiesta anche il numero di matricola dell’apparecchiatura utilizzata.

Quali matricole vanno indicate, atteso il fatto che (nel caso di cd. autovelox) esiste un’apparecchiatura complessa, costituita da un rilevatore ed un analizzatore e elaboratore.

Premesso che alcuna norma impone, ai fini della regolarità della rilevazione, l’indicazione del numero di matricola e, pertanto, la mancanza di tale dato non rende di per sé illegittimo l’accertamento eseguito con il predetto macchinario, non essendo rinvenibile in tale omissione alcuna violazione del diritto di difesa.

 

Ovviamente resta in capo all’opponente la prova del cattivo funzionamento del singolo strumento rilevatore.

Della serie non si finisce mai di imparare, l’opponente eccepisce che la mancata indicazione di tutti i numeri di matricola impedisce la verifica di tutta l’apparecchiatura, paventando una irregolarità di tutta la rilevazione, cioè “non è in contestazione la misurazione della velocità effettiva e quella misurata, è in contestazione il fatto di non poter verificare”.

Correttamente, invece, il Collegio ha ricordato che il principio da applicare è quello più sopra indicato e che, ovviamente, l’opponente non ha fornito la prova del malfunzionamento dello strumento.

Michele Orlando

 

P.A.sSIAMO

 

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