Con LEGGE REGIONALE TOSCANA 23 dicembre 2014, n. 85  è stata Modificata la legge regionale 18 ottobre 2013, n. 57 recante: “Disposizioni per il gioco consapevole e per la prevenzione della ludopatia”.

Tra le “Nuove disposizioni per il contrasto della ludopatia” si può rinvenire la previsione dell’articolo 4 della menzionata Legge (che sostituisce l’articolo 4 della L.R. n°57/2013), a mente del quale “1.E’ vietata l’apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro ad una distanza inferiore a 500 metri, misurata in base al percorso pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale.” 

Viene così “doppiata” la previsione dei regolamenti comunali che si davano cura di fissare distanze, ponendo qualche problema in vista dell’applicazione delle sanzioni, sul piano del principio di specialità.

Il quadro sanzionatorio -per la eventuale violazione della norma regionale sopra trascritta- resta infatti quello considerato dall’articolo 14 della L.R. Toscana n°57/2013, a mente del quale: “1. Coloro che non osservano i divieti di cui all’art. 4, commi 1 e 2, sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.000 ad euro 5.000, nonché alla chiusura dell’attività, ovvero alla chiusura degli apparecchi per il gioco lecito mediante sigilli”.

Complessa la tematica dell’applicazione della sanzione accessoria (?) della “chiusura” e della “chiusura degli apparecchi”.

Si rammenta altresì la peculiare disciplina dei proventi : “I proventi delle sanzioni di cui al comma 1, sono incamerati dai comuni per il 70 per cento. Il rimanente 30 per cento è versato alla Regione ed è destinato alla concessione dei contributi di cui all’art. 10, comma 1”.

 

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

Condividi.

Informazioni sull'autore

Invia una risposta