L’ISCRIZIONE AL MEPA DI UN OPERATORE ECONOMICO NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO COME UN REQUISITO: L’ABBAGLIO DEL TAR LECCE.

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(di Luca Leccisotti – Comandante di Polizia Locale ed esperto in appalti)

Partiamo dal punto fermo del comma 450 dell’art. 1 della Legge Finanziaria 2007: le pubbliche amministrazioni negli acquisti di beni e servizi da  € 5.000 in poi, hanno l’obbligo di acquistare tramite mercato elettronico di Consip. E questa è oramai una certezza.

Vediamo cosa è accaduto nella sentenza del Tar Lecce n.530 del 13/04/2021.

Una stazione appaltante aveva pubblicato una manifestazione di interesse per una procedura negoziata. Naturalmente nell’avviso aveva indicato che per essere invitata alla procedura, ogni azienda doveva essere iscritta sul mepa, nel bando oggetto di interesse della categoria merceologica prevista sulla piattaforma.

Al verificare delle istanze di manifestazione di interesse il RUP ha verificato che l’operatore economico X non era presente sul mepa ed ha proceduto all’esclusione.

L’operatore escluso ricorre al TAR avverso tale esclusione e i giudici gli danno ragione asserendo che l’iscrizione al mepa non è e non può essere considerato un requisito professionale codificato dal codice appalti. E annulla l’esclusione.

Bene, a me mi viene da pensare che i giudici del Tar non hanno mai creato una rdo sul Mepa. Io immagino il RUP di quella stazione appaltante che mentre stava caricando la sua rdo sul portale non riusciva a trovare l’azienda in questione. Cosa doveva fare? Supplicare l’operatore economico di iscriversi in fretta e intanto aspettare a far partire la gara? Semplicemente assurdo.

E poi ci parlano di velocizzazione delle gare….e i giudici dispongono gli stop and go…

Il punto è questo: in Italia vige l’obbligo del mercato elettronico. Se tu azienda non ci sei è un problema tuo. Punto.

A voi le conclusioni.

Tar LECCE sentenza 530_2021

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