L’inoppugnabilità diretta del verbale vale anche in tema di protezione di dati personali.

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L’inoppugnabilità diretta del verbale vale anche in tema di protezione di dati personali.

Cass. civ. Sez. I Ord., 13/07/2021, n. 19947, sancisce che con riferimento a fattispecie non disciplinate dalle norme introdotte dal D.Lgs. n. 101/2018, di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, l’irrogazione di sanzioni amministrative è regolamentata dalle disposizioni della L. n. 689/1981, in quanto applicabili, stante il richiamo contenuto nell’art. 166 del D.Lgs. n. 196/2003, vigente ratione temporis; in conseguenza, il presunto trasgressore non può impugnare il verbale di accertamento, che costituisce atto a carattere procedimentale inidoneo a produrre alcun effetto sulla propria sfera soggettiva, che è di contro incisa solo a seguito e per effetto dell’emanazione dell’ordinanza ingiunzione, unico atto contro cui e possibile proporre opposizione. (per una disamina dei precedenti:  Cass. 12 ottobre 2007, n. 21493; in senso conforme: Cass. 30 maggio 2007, n. 12696; Cass. 12 ottobre 2004, n. 20167; Cass. 18 luglio 2003, n. 11236)

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