A norma dell’articolo 37 del RD n°1706 del 1938, “I farmacisti hanno l’obbligo di annotare: … sulle ricette che spediscono, la data della spedizione ed il prezzo praticato”. Sulla base di tale antica normativa una ASL Friulana aveva ripetutamente sanzionato un farmacista che, ha proposto ricorso innanzi al TAR del Friuli Venezia Giulia che ha trattenuto la giurisdizione, nonostante si trattasse di sanzioni amministrative coerenti con il sistema della Legge 689/1981, facendo leva sulla giurisprudenza meneghina (sentenza TAR Milano n. 823/05, confermata in sede di appello con decisione della V Sezione del Consiglio di Stato n. 5574/09) che ha affermato, nel 2008: “qualora il potere di irrogazione di una sanzione pecuniaria si ricolleghi ad una funzione di vigilanza sullo svolgimento di un servizio pubblico, il suo esercizio non costituisce esplicazione di una astratta potestà punitiva, rispetto alla quale si configurano soltanto diritti soggettivi, ma si inserisce in una più complessa attività di controllo attraverso la quale la P.A. cura, in veste autoritativa, un interesse pubblico concreto correlato al buon andamento ed al corretto svolgimento del settore affidato alle sue cure. Ciò, a detta del giudice di primo grado, è quanto si è realizzato nella controversia ad esso devoluta, posto che le sanzioni irrogate dalle A.S.S. altro non sono che uno strumento attraverso il quale si esplica in concreto la funzione di vigilanza della autorità sanitaria sul regolare disimpegno del servizio farmaceutico”. Ne è derivato, a detta del TAR friulano, con sentenza 721/2009, la conservazione della giurisdizione e l’accoglimento del ricorso, con soddisfazione del ricorrente farmacista.

Avverso tale sentenza, l’amministrazione soccombente in primo grado ha proposto appello in Consiglio di Stato riproponendo nuovamente il difetto di giurisdizione del G.A. ed assumendo doverosa la distinzione sussistente fra sanzioni amministrative di carattere punitivo ed afflittivo, volte a garantire il rispetto della norma violata posta a tutela di un interesse pubblico tramite il pagamento di una somma di denaro senza alcun esercizio del potere discrezionale amministrativo e devolute, pertanto, alla competenza del G.O. e sanzioni di tipo ripristinatorio o restitutorio di competenza del G.A.

Il Consiglio di Stato Sez. III, Sent., 03-07-2015, n. 3321 rigetta il ricorso e conferma la giurisdizione del giudice amministrativo non peritandosi di ammettere di volersi discostare –per il caso concreto- dalla sua stessa precedente opinione (ex pluris: pronuncia n. 5054/2011, ovvero, Consiglio di Stato, Sez. V, 27 giugno 2012, n. 3786, che hanno confermato il principio generale a cui fa riferimento l’Amministrazione appellante), arrivando ad una soluzione sulla giurisdizione, a parere di chi scrive, decisamente criticabile.

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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