Questo è quanto contenuto nel parere espresso, in data 2 luglio 2015 dall’A.N.C.I., in risposta ad un quesito proposto da un Comune in merito alla possibilità di utilizzare le c.d. fototrappole ( ossia strumenti elettronici, in uso a cacciatori e polizia provinciale, che scattano fotografie in rapida sequenza al passaggio di soggetti nel loro raggio di azione) al fine di prevenire e reprimere la deplorevole, ma purtroppo diffusissima usanza, di abbandonare rifiuti in varie zone del territorio comunale; sull’esistenza di eventuali limiti temporali per il loro utilizzo e sugli  accorgimenti tecnici-amministrativi da adottare ai fini della operatività di tali strumentazioni.

L’ANCI nell’allinearsi con quanto già espresso dal Garante della Privacy in precedenti provvedimenti, non ultimo quello dell’8 aprile 2010, ribadisce che la predetta iniziativa non è preclusa al Comune, a condizione che vengano adottate tutte quelle misure atte a garantire gli aspetti della tutela della privacy e della riservatezza della collettività coinvolta.

Va detto che una simile iniziativa deve essere inquadrata nell’ambito di un progetto avente finalità di sicurezza urbana, eventualmente collegata ad un preesistente sistema locale di videosorveglianza utilizzato durante tutto l’arco della giornata, comprese le ore notturne.

L’ANCI, oltre a consigliare che il progetto sia sottoposto all’approvazione da parte dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ( artt.14 e 154, comma 1,lettera c) del D.Lgs. n.196/2003, prima dell’ approvazione delle linee amministrative e operative da parte dell’organo collegiale esecutivo; ribadisce che esso non potrà sottrarsi al rispetto delle specifiche prescrizioni in materia di informativa di cui all’art.13 del Codice della Privacy, in forza del quale anche i soggetti pubblici hanno l’obbligo di fornire preventiva informazione agli interessati.

L’ANCI ricorda pure che il Garante ha previsto particolari disposizioni a favore dei trattamenti effettuati dagli organi di polizia, che in alcuni casi affrancano in tutto o in parte le ordinarie forme di informativa, le cui modalità sono puntualmente chiarite e descritte nel citato provvedimento del 8 aprile 2010, con particolare riferimento ai punti 3 e 5.

 Osvaldo Busi

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