Le attività di accertamento delle sanzioni amministrative non possono essere delegabili.

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Come noto ai più, le attività meramente strumentali alla gestione delle sanzioni amministrative, possono essere svolte anche da soggetti terzi, non appartenenti all’Organo accertatore.

E questo è un fatto, pacifico ed assolutamente sedimentato, tanto che, anche a causa della “carenza di personale della P.A.” alcune attività collaterali (per. es. stampa, imbustamento, trasmissione per la notifica, notifica) sono regolarmente svolte da società esterne.

Quello che, però, resta obbligatoriamente in capo all’Ente accertatore è il procedimento di accertamento e contestazione degli illeciti amministrativi. Senza se e senza ma.

Cass., sez. II, 24/05/2021, n. 14109 ha infatti ribadito che deve ritenersi sempre e comunque necessario l’intervento degli organi di Polizia Locale nell’espletamento del procedimento di accertamento e contestazione dell’infrazione al C.d.S., soprattutto quando vengono utilizzate apparecchiature elettroniche di rilevazione.

Il Collegio ha rilevato che nel contratto di noleggio dell’apparecchiatura di rilevamento della velocita intervenuto fra il Comune ed una società privata, la Polizia Locale aveva assunto “la piena disponibilità” della stessa. Viceversa dallo stesso contratto di noleggio è emerso che,
solo attraverso un improprio sistema di validazione dei dati si concretizzava l’intervento della Polizia Locale.

Al riguardo appare quanto mai necessario affermare il principio per cui deve ritenersi sempre e comunque necessario l’intervento degli organi di Polizia locale nell’espletamento del procedimento di accertamento e contestazione dell’infrazione al C.d.S. per violazione dei limiti di velocità, procedimento che -atteso il carattere pubblicistico e la sua rilevanza- non può essere assolutamente fatto oggetto di una assoluta privatizzazione a società private noleggiatrici delle apparecchiature di rilevazione automatica della velocità.

L’inosservanza di tale principio comporta una patente illegittimità dell’operato della P.A., che travolge la legittimità dell’atto di contestazione della sanzione.

 

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