L’accorpamento delle sanzioni pecuniarie e delle misure ripristinatorie ex art. 23 CdS davanti al giudice ordinario

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L’accorpamento delle sanzioni pecuniarie e delle misure ripristinatorie ex art. 23 CdS davanti al giudice ordinario

Ormai si consolida l’orientamento dei G.A. nel declinare la giurisdizione in materia di sanzioni accessorie ed art. 23 CdS (T.A.R. Lazio Roma Sez. II ter, 29/07/2021, n. 9048): Il provvedimento con il quale l’autorità amministrativa proprietaria della strada, ai sensi dell’art. 23, comma 13-quater, D.Lgs. n. 285/92, ordina la rimozione di insegne pubblicitarie abusivamente installate su suolo demaniale, costituisce un accessorio della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal comma 11 del medesimo art. 23, sanzione applicabile anche per l’installazione di impianti pubblicitari su strade demaniali, pur in mancanza di un’espressa previsione da ascrivere ad un mero difetto di coordinamento fra i vari commi dovuto al fatto che il comma 13 quater è stato successivamente aggiunto; ne consegue che l’atto medesimo è impugnabile dinanzi al giudice ordinario secondo il procedimento previsto dagli art. 22 e 23 della legge n. 689 del 1981.

Perfetto allineamento a: Cass. SS.UU. n. 18357/09, Cass. SS.UU. n. 563/09, Cass. SS.UU. n. 13230/07.

(art 11 comma 3 D.Lgs 104/2010: Quando la giurisdizione è declinata dal giudice amministrativo in favore di altro giudice nazionale o viceversa, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda se il processo è riproposto innanzi al giudice indicato nella pronuncia che declina la giurisdizione, entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato)

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