In fondo non è –specie per i Comuni a forte vocazione turistica- un fuor d’opera parlare di funzioni di polizia tributaria per il personale di Polizia Municipale; come dimostra, difatti, la sentenza della Sezione Regionale della Toscana della Corte dei conti (n°253/2016, sez. Giurisdiz.), a lavorar bene, si possono anche recuperare, in favore dell’erario, alcune decine di migliaia di euro, dalla sola evasione della tassa di soggiorno.

Orbene, pare che nel maggio 2015, il Nucleo di Polizia Giudiziaria del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Siena avesse denunciato un’ipotesi di danno erariale relativa al mancato versamento nelle casse comunali dell’imposta di soggiorno da parte di un hotel cittadino. Dagli atti di indagine si rilevava che l’Hotel in parola, nel periodo luglio 2012 – ottobre 2014 aveva omesso di versare all’Amministrazione comunale parte della tassa di soggiorno addebitata e riscossa dai propri clienti.

Secondo il Collegio (sollecitato dalla competente procura Regionale), si ravvisano tutti i presupposti necessari e sufficienti per l’esercizio dell’azione amministrativo-contabile. Viene così disatteso l’eccepito difetto di giurisdizione del Giudice contabile (“Le valutazioni che il Giudice penale riterrà di trarre nella vicenda si muovono su un piano diverso di indagine dove non vi è coincidenza tra l’accertamento penale della condotta -configurazione di una ipotesi di reato- e l’esame del medesimo comportamento ai fini dell’uso del denaro pubblico che, per stessa ammissione della parte, ad oggi non è stato totalmente riversato nelle casse comunali e da qui l’assoluta autonomia di indagine di cui il Giudice contabile dispone”) e si perviene al condanna al pagamento, a favore del Comune di Siena, dell’importo di €. 40.899,00.

La vicenda di rilevanza penale connessa al fatto, seguirà la sua strada; la vicenda contabile un pezzo di strada l’ha già fatto.

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Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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