La mazzata agli “ex parafangari” è arrivata! Non impugnabile l’estratto di ruolo.

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La mazzata agli “ex parafangari” è arrivata! Non impugnabile l’estratto di ruolo.

Chi sono i “parafangari” e perché li chiamiamo “ex”?

Tutti e nessuno…. Si tratta di un appellativo ridanciano che, negli anni novanta del secolo scorso, si attribuiva –quanto meno alle latitudini nelle quali mi andavo formando come giovane praticante di studio legale- a quegli avvocati del libero foro che, lungi dal conservare nobiltà per la professione forense, si dedicavano esclusivamente alla “truffa seriale” ai danni delle compagnie assicurative (spesso e volentieri spalleggiando finti autori di sinistri stradali per ottenere cospicui risarcimenti senza causa lecita).

Nel corso degli anni tali “sub – professionisti” sono stati molto ben arginati dalle compagnie assicurative che, grazie al sostegno di un Legislatore attento alle loro esigenze, ha tolto spazio vitale a questo tipo di azioni legali rasentanti (spesso andando ben oltre essa) il codice penale.

Gli economisti ci hanno insegnato che il mercato trova sempre i suoi sbocchi. Quindi anche i “parafangari” dovevano trovare, esauritasi la mungitura delle compagnie assicurative, nuovi mercati.

I nuovi mercati sono stati, per molti anni e fino ad una dozzina di giorni fa, reperiti anche nel segmento della riscossione coattiva pubblica.

In buona sostanza, Agenzia delle Entrate Riscossione ed i suoi committenti, sono diventati le nuove mucche da mungere.

Senza guardare alle faccende tributarie ed osservando solo il segmento degli atti di citazione (ex art 615 cpc) avverso i ruoli per la riscossione coattiva delle sanzioni stradali, era palese, da anni, che l’impugnativa dell’estratto debitorio era la nuova frontiera dei “parafangari” orfani della munificenza delle compagnie assicurative.

Forse anche questo rubinetto, con il nuovo anno, si chiuderà.

L’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, grazie al nuovo comma 4 bis (secondo cui: “L’estratto di ruolo non è impugnabile. Il ruolo e la cartella di pagamento che si assume invalidamente notificata sono suscettibili di diretta impugnazione nei soli casi in cui il debitore che agisce in giudizio dimostri che dall’iscrizione a ruolo possa derivargli un pregiudizio per la partecipazione a una procedura di appalto, per effetto di quanto previsto nell’articolo 80, comma 4, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, oppure per la riscossione di somme allo stesso dovute dai soggetti pubblici di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 18 gennaio 2008, n. 40, per effetto delle verifiche di cui all’articolo 48-bis del presente decreto o infine per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione“) blocca l’impugnazione dell’estratto del ruolo.

Si ringrazia per la Legge di conversione 17 dicembre 2021, n. 215, che ha modificato non solo il testo del D.L. 21/10/2021, n. 146 (recante “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”) ma ha forse anche capovolto le sorti di procedimenti giudiziari che si stavano disvelando come causa di dissanguamento delle risorse erariali negli ultimi anni.

Cosa faranno gli “ex parafangari”?

Sicuramente troveranno nuovi mercati.

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