La dura verità: La Polizia Locale non giocherà mai in serie A!

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Il prefetto Maria Teresa Sempreviva, vice capo della Polizia di Stato con funzioni di coordinamento e pianificazione delle Forze di Polizia, ha preso parte in videoconferenza all’audizione presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame delle proposte di legge che riguardano il coordinamento in materia di politiche integrate per la sicurezza e di polizia locale.

L’audizione è stata trasmessa in diretta sulla WebTv della Camera dei deputati e non sono stati pochi gli spettatori; se si volesse sintetizzare in maniera estremistica il contenuto dell’audizione in parola, potremmo dire che in 32 minuti di esposizione, il Ministero dell’interno ha incenerito –nella sede istituzionale più alta- quelle roboanti declinazioni di ambizione alla equiordinazione che ancora si andavano raccontando per i convegni di categoria e che ora si sono trasferite, causa covid 19, nei dibattiti tra leoni da tastiera, delle chat telegram.

Una descrizione lucida dello stato della legislazione che rappresenta come il Ministero dell’interno abbia messo tutto il proprio peso per limitare gli slanci di qualche parlamentare che ha pensato a possibili scatti in avanti della Polizia Locale nella legislazione a farsi.

Per il Ministero dell’interno, si può, al più pensare all’attribuzione prefettizia della qualifica di agente di polizia tributaria (con stretto riguardo ai tributi locali) ed ad alcune opzioni economiche da aprire nell’area di contrattazione (giusto per precisare che l’ingresso nel comparto sicurezza non si deve nemmeno menzionare). La disamina dei progetti di legge depositati presso la commissione viene snobbata e rimarcato che ogni spostamento dall’assetto ordinamentale oggi esistente (modello coordinamentale della L. 121/1981) non è nemmeno paventabile.

L’intervento non mi ha fatto arrabbiare per niente, anzi mi è piaciuto -non perché io ne abbia gradito o condiviso tutto il contenuto- perché è emerso con chiarezza che il Ministero dell’interno non ha paura di parlare nelle sedi istituzionali del gap di competenza e professionalità tra Forze di Polizia e Polizie Locali e del fatto che non si deve mischiare la “lana con la seta”.

Contro la compattezza e serietà descrittiva di un Ministero che affida ad un prefetto il racconto della realtà, non ha speranza il variopinto, carino, colorato e divertente circo di nani, buffoni e ballerine che si alza a parlare in difesa della categoria “Polizia Locale”(anche io sono stato in pista, come buffone, qualche anno fa, su una delle piste di quel circo, quindi non mi sottraggo alla critica, facendo autocritica).

Sul terreno delle cose concrete, la Corazzata ministeriale contratta con la barchetta dell’ANCI, sulla cui fradicia chiglia nemmeno riescono a salire tutti i personaggi del predetto circo. A voler tacere poi del fatto che quelli che ci salgono manco capiscono le leve reali di una contrattazione che sta più sul terreno della gestione di qualche milione di euro che sul reale affetto per una categoria che resterà nelle serie minori, come è peraltro giusto che sia.

Qui c’è il link all’intervento

andate a rivederlo.

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