Sussiste la giurisdizione del Giudice ordinario nel caso di impugnazione dei provvedimenti comunali adottati ai sensi dell’art. 23, comma 13, Codice della strada, con cui è disposta la rimozione di impianti pubblicitari abusivamente posizionati. A stabilirlo è stato la sezione V del Consiglio di Stato con sentenza 26/06/2015, n. 3243.

Per confermare il rigetto del ricorso, la sezione si richiama alla consolidata giurisprudenza per la quale, in considerazione del “carattere accessorio” dell’irrogazione della sanzione pecuniaria, sussiste la giurisdizione del giudice civile nel caso d’impugnazione dei provvedimenti comunali adottati ai sensi dell’art. 23, comma 13, del D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285, con cui è disposta la rimozione di impianti pubblicitari abusivamente posizionati (Cass. Civ., Sez Un., 19 agosto 2009, n. 18357; 23 giugno 2010 n. 15170; 14 gennaio 2009, n. 563; 18 novembre 2008, n. 27334; 6 giugno 2007, n. 13230; 17 luglio 2006, n. 16129; 19 novembre 1998, n. 11721; Cons. Stato, Sez. V, 31 ottobre 2012, n. 5556; 27 giugno 2012, n. 3786 e 3787; 27 marzo 2013, n. 1777). Per tale giurisprudenza (che non è risultata oggetto di argomentazioni critiche nel presente giudizio), l’art. 211, comma 7, del D.Lgs. n. 285 del 1992 va interpretato nel senso che la giurisdizione del giudice civile sussiste non solo in caso di ordinanza-ingiunzione congiuntamente irrogativa della sanzione pecuniaria e di quella accessoria, ma anche in caso di ordinanza-ingiunzione irrogativa della sola sanzione accessoria (sul punto, cfr. Cass., Sez. Un., 25 maggio 2001, n. 223; 23 luglio 2002, n. 10790).

Personalmente, da lungo tempo mi dichiaro in dissenso rispetto a questa impostazione, ma su questo argomento, mai come in passato, giudici ordinari e giudici amministrativi si trovano abbastanza d’accordo, con l’effetto da indurmi ad accettare la rilevanza ed efficacia di questa strano compromesso sulla giurisdizione.

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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