Inapplicabilità del decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti

Disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell’accertamento delle violazioni dei limiti di violazioni”

Dopo aver apprezzato gli studi fatti in tutti questi anni da Peppe Corfeo, il collega della polizia locale di Matelica, che si conferma, con il suo ultimo pregiato lavoro, fra le più lucide e rare intelligenze del nostro panorama professionale (tanti purtroppo spadroneggiano titolandosi cultori di un diritto … inesistente), mi permetto di dire la mia sull’ultimo aborto normativo prodotto dopo 10 anni di gestazione.

L’agognato e tanto atteso De-cretino è assolutamente inapplicabile! In realtà diventa applicabile esclusivamente per i previsti adempimenti formali di competenza delle direzioni dei Servizi Finanziari dei Comuni e delle Città Metropolitane.

Andiamo per ordine e cerchiamo di condividere le critiche espresse sulla base di una dovuta ricostruzione normativa, a noi nota, ma certamente opportunamente dimenticata dal novello legislatore.

Era il lontano 2010 e con legge n.120 del 26 luglio 2010 veniva modificato l’art.142 del codice della strada, a seguito del precedente intervento normativo D.L. 117/2007 che aveva introdotto i comma 12-bis, 12-ter e 12-quater.

L’articolo 25 comma 1 della legge 120/2010 modifica il comma 12 quater così come nell’attuale versione ed è l’unica cosa cui si dovrà dare adempimento nel rispetto del recente decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20/02/2020…. Ma a partire dal 2021!!!!

Non solo nulla è dovuto per gli anni precedenti al proprietario della strada (vedasi comma 12 bis dell’art.142 del codice della strada) dal 2012 ad oggi, ma nulla è ancora dovuto per un ulteriore anno. L’obbligo in sintesi diverrà esecutivo sul consuntivo 2020.

Nel 2012 infatti, in ossequio alle disposizioni di cui all’art.4-ter, commi 15 e 16 del D.L. 02/03/2012 n. 16 convertito dalla legge 26/04/2012, n.44, viene modificato il comma 12-quater dell’art.142 del codice della strada e dispone inoltre che “Il decreto di cui al comma 2 dell’articolo 25 della legge 29 luglio 2010, n. 120, e’ emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. In caso di mancata emanazione del decreto entro il predetto termine, trovano comunque applicazione le disposizioni di cui ai commi 12-bis, 12-ter e 12-quater dell’articolo 142 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285». E qui si ferma…. Dimenticando che l’art. 25 della legge 120/2010 contiene sin dalla sua originaria definizione un comma 3, mai abrogato, previgente quindi e soprattutto saggio, coerente, indiscutibilmente vero e più precisamente: “Le disposizioni di cui ai commi 12-bis, 12-ter e 12-quater dell’articolo 142 del decreto legislativo n. 285 del 1992, introdotti dal presente articolo, si applicano a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data dell’emanazione del decreto di cui al comma 2.”

Tutto chiaro?

Alla luce di quanto sinora evidenziato viene naturale chiedersi perché il de-cretino appare così sconclusionato.

In realtà fate attenzione alle date. Il Decreto è datato 30 dicembre 2019 e pertanto è scritto in modo tale da rispettare il famoso comma 3 dell’art.25 della legge 120/2010. Purtroppo il suo autorevole autore è rimasto gabbato dai tempi di pubblicazione. Il decreto è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.42 del 20/02/2020 e quindi le “regole del gioco”, pensate in modo giusto, sono state emanate in modo errato! Bastava, in fase di pubblicazione, posticipare di un anno tutte le date inserite e almeno meta del decreto poteva essere salvato.

In sintesi del decreto (salvo che non si provveda all’emanazione di un nuovo decreto che corregga interamente le brutture evidenziate) si dovrà salvare la modulistica allegata (di competenza delle direzioni dei servizi finanziari dei singoli Comuni e delle Città Metropolitane) e soprattutto occorre finalmente attivarsi per una risistemazione definitiva delle nostre relazioni programmatiche ex art 208 del codice della strada.

Abbiamo poco tempo a nostra disposizione ma ora diventa assolutamente urgente e definitivo:

  1. Predisporre tra i capitoli di entrata di competenza della polizia locale distinti capitoli per entrate proventi cds generiche, entrate proventi per violazioni ex art.142 cds, entrate con strumenti automatici di rilevazione diversi da 142 cds, entrate proventi per violazioni in orari notturni ex art. 142 cds, entrate proventi per violazioni in orari notturni generiche;

  2. Destinare i proventi ex art 142 cds al 100% (e quindi giammai sottoposto al principio di cui all’art. 208 cds) alle finalità individuate al comma 12 ter dello stesso art. 142 cds (che coincidono con le finalità previste dalla lett.a) comma 4 dell’art. 208);

  3. Attenzione che quanto detto al punto 2) vale esclusivamente per le violazioni ex art.142 cds e non per le violazioni in materia di velocità (esempio ex art.141cds). Queste ultime, diverse dal 142 cds, vanno inserite esclusivamente nella programmazione dell’art.208

  4. In fase di relazione programmatica dobbiamo imparare a chiederci non tanto “quanti verbali ho prodotto negli anni scorsi?” ma soprattutto calcolare “quanti verbali ho incassato negli anni precedenti?”. Tale analisi diventa necessaria per la credibilità del “bilancino” di competenza della polizia locale, responsabile del cosiddetto “centro di ricavo”. L’obbligo di definire il fondo crediti di dubbia esigibilità pari al complemento a 100 della percentuale di incasso realizzata negli ultimi cinque esercizi, rischia di paralizzare la disponibilità finanziaria della gestione autonoma dei Comandi, perché abbassa l’ipotesi programmata di entrata in funzione della incapacità ad incassare gli accertamenti contestati non pagati in misura ridotta. Ciò significa che dobbiamo imparare ad incassare di più e meglio, ponendo in essere, anche accelerando i tempi rispetto ai limiti previsti dalla Legge, ogni azione attuativa al recupero dei proventi sanzionatori.

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Informazioni sull'autore

Francesco Delvino

Dirigente Polizia Municipale, Giornalista pubblicista, Autore di numerose pubblicazioni edite con Maggioli Editore e Halley Editore, fra cui Codice della strada commentato, annotato con prassi, Manuale di Polizia Locale, Gestione dei corpi di Polizia Locale.

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