Nuova pronuncia in materia di “Oltraggio a pubblico ufficiale”.Lo scorso maggio, in Alberobello, accadeva qualcosa di ricorrente in tante città di questa Nazione. Alcuni cittadini informavano telefonicamente le forze di polizia che, nelle vie del centro cittadino, un soggetto in evidente stato di ubriachezza molesta“…poneva in essere nei confronti degli automobilisti e dei passanti atteggiamenti violenti consistenti in spinte, sputi, pugni sul parabrezza delle auto in transito e in sosta, impedendo di fatto la circolazione veicolare nel centralissimo largo M., zona frequentata da numerosissimi turisti”. Interveniva, per primo, un Agente di Polizia Municipale che invitava il prevenuto a seguirlo presso il comando. La risposta all’invito era: ” tu mi hai proprio rotto il cazzo, vattene tu ai vigili, se non vuoi che ti spacco la faccia”, e, per due volte, oltre a sputare all’indirizzo dell’agente di Polizia Municipale, lo spintonava. Con sentenza del Tribunale di Bari (Sez. I, Sent., 16-06-2014), convalidato l’arresto, lo scostumato avventore (peraltro già pluri-pregiudicato), veniva condannato per i reati di cui agli articolo 337 e 341bis cp., alla pena di dieci mesi di reclusione. Dopo qualche pronuncia in cui il giudicante (Tribunale di Caltanissetta) si era soffermato sulla natura del luogo ove era stata consumata la presunta condotta illecita (necessariamente luogo pubblico od aperto a pubblico… inadeguata la strada privata, pertinenza di più proprietari…), piuttosto che sulla necessaria presenza di altre persone  al momento della commissione del fatto, in questa circostanza risulta efficace la previsione normativa reintrodotta dalla L.94/2009 ed il giudicante così la applica e la motiva: “Quanto al reato di oltraggio a pubblico ufficiale, la ricorrenza degli elementi oggettivo e soggettivo dello stesso appare comprovata non soltanto a fronte della estrema precisione della ricostruzione di quanto ascritto al giudicabile dai soggetti passivi

( i quali hanno ricostruito con estrema precisione non solo le fasi dell’occorso ma i contenuti delle frasi, dal contenuto irripetibile per la carica di intrinseca volgarità ed estremo disprezzo che le caratterizzava), ma da quanto, al riguardo, ammesso dallo stesso C. che, in un evidente barlume di lucidità, non ha negato di aver sputato all’indirizzo degli ultimi due intervenuti e di aver rivolto agli stessi delle frasi offensive; sicchè, non potendo le pp.oo. essere computate nel novero dei soggetti “necessariamente” presenti ( principio, questo, del tutto pacifico in dottrina come in giurisprudenza), il fatto che tutto ciò sia accaduto davanti ad una congerie di cittadini e di turisti che, dato il pomeriggio festivo, affollavano le strade del centro di Alberobello induce a ritenere pienamente provata la responsabilità penale del C. anche per detto capo di accusa”.

      Francesco Tolino

  

     P.A.sSiamo

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