Il Presidente della V sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania con decreto del  17 aprile 2020 ha respinto  la sospensione del provvedimento  della Polizia Municipale che aveva diffidato il ricorrente a  rientrare  nel proprio domicilio con imposizione dell’obbligo di permanenza domiciliare in isolamento per giorni quattordici in conformità a quanto disposto dalla ordinanza della G.R.C. n. 23 del  25 marzo 2020. Si sta ormai consolidato nelle prime pronunce cautelari amministrative riferite all’emergenza covid 19   una valutazione “di buon senso” nei  provvedimenti monocratici cautelari, senza  approfondire la questione del fumus boni iuris.  Nel caso  preso in esame dal provvedimento del TAR ha avuto sicuramente un ruolo rilevante il fatto che la persona destinataria del provvedimento era gia stata sorpresa a circolare senza giustificato motivo il 09 aprile 2020,  il giorno prima del provvedimento impugnato, in totale dispregio di un provvedimento regionale emesso a tutela della salute pubblica. secondo un giudizio prognostico il comportamento  reiterato   di continua messa in pericolo della salute pubblica  poteva essere idoneo per un eventuale  provvedimento di permanenza domiciliare la cui valutazione è a carico del serivizio UOPC dell’ASL cosi come previsto dal punto 5  dell’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale che stabilisce  La trasgressione degli obblighi di cui   ordinanza comporta, altresì, per l’esposizione al rischio di contagio cui si è sottoposto il trasgressore, l’obbligo di segnalazione al competente Dipartimento di prevenzione dell’ASL ai fini della eventuale disposizione, tenuto conto della circostanze in cui si è verificata l’uscita in violazione del presente provvedimento – contestate all’atto dell’accertamento della violazione ovvero comunque comprovate – e del rischio di contagio nella specifica fattispecie, della misura della permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, per 14 giorni e con obbligo di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza . Il ricorrente ha impugnato un provvedimento di diffida che gli intimava  il rientro nel proprio domicilio con imposizione dell’obbligo di permanenza domiciliare in isolamento per giorni quattordici in conformità a quanto disposto dalla ordinanza della G.R.C. n. 23/2020, Ebbene di tutt’altro avviso   è il  Tribunale Amministrativo della Calabria  che ha ritenuto inefficace la sottoposizione  alla quarantena obbligatoria di 14 giorni prevista dall’ordinanza della Regione Calabria. con la sola notifica da parte degli agenti dell’ordinanza regionale e dell’invito  a recarsi a casa.

per il merito non ci resta che dare tempo al tempo.

vedi provvedimento

vedi anche:  Quarantena obbligata solo se notificata dal Comune di Mimmo Carola

 

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Giuseppe Capuano

Comandante Polizia Municipale

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