L’effetto della sentenza della Corte costituzionale n°113/2015 (che ha sancito l’illegittimità costituzionale dell’articolo 45 comma 6 del codice della strada, nella parte in cui non contempla la taratura periodica) è rivolto al futuro, più che al passato (rileva solo per i rapporti non esauriti), così come pure –implicitamente- stigmatizzato dalla circolare  del Ministero dell’interno (300/A/4745/15/14475/20/5 del 26/06/2015) che si sta organizzando per  sottoporre a verifica periodica di funzionalità anche quei residui dispositivi di rilevazione della velocità comunemente usati sotto il diretto presidio dell’Agente di Polizia stradale, per il quale –prima della sentenza- nessuna verifica di tarature era prevista. Così, ovviamente ci si dovrà organizzare anche in sede locale (ci mancherebbe che si arrivasse, nel perseguire il rispetto della Consulta, in ritardo rispetto alla Polizia Stradale!).

Non posso privarmi, nel menzionare questa circolare che allego, della meraviglia con cui colgo un fatto straordinario: il ministero dell’interno ha scoperto che esiste la Legge 241/1990 e dichiara che è pronto a far avere, a chi ne faccia richiesta, copia delle certificazioni di taratura degli strumenti in suo possesso.

Desta stupore l’abbandono di inveterate abitudini alla opacità amministrativa, espressa  anche nella regolamentazione ministeriale (antecedente alla L.15/2005 e per l’effetto, illegittima) che sottrae al diritto di accesso una serie di informazioni che nulla hanno di segreto ma che comunque restano –per l’abitudine delle guardie a controllare ma a non essere controllate- ammantate di mistero e resistenza all’apertura verso il cittadino. Forse, anche al Ministero dell’interno si fa strada una nuova classe di funzionari che ha interiorizzato i principi giuridici di una sana relazione nella dialettica “autorità- libertà”.

In allegato, la circolare.

 Pino Napolitano

P.A.sSIAMO

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