Sarà capitato a molti degli utenti del sito, operatori di polizia municipale, di essere chiamati per intervenire su un mezzo pubblico dai controllori perché l’utente, senza biglietto, rifiutava di fornire le proprie generalità, ai fini della redazione del relativo verbale di accertamento della violazione, ovvero usava violenza o minaccia, o resisteva al compimento dell’atto di accertamento dovuto.

La Corte di Cassazione Penale,

con la sentenza 5 marzo 2014, n. 26396, pubblicata il 18 giugno, interviene sull’argomento, e cioè sull’intervento dei c.d. controllori e sui loro poteri, questa volta, però, a favore dell’utenza.

Nel caso trattato dalla Suprema Corte, il controllore era imputato del reato di cui all’articolo 594, commi 1 e 4, codice penale (ingiuria) perchè, in presenza di più persone e cioè dei passeggeri del treno diretto verso (OMISSIS), proferendo all’indirizzo di un passeggero, la frase-ti faccio la multa di Euro 50, 00, proprio lei che è recidiva e tre giorni fa non ha pagato – offendeva l’onore ed il decoro del medesimo.

La Corte di Cassazione, chiamata a giudicare sull’assoluzione pronunciata dal giudice di pace nei confronti dell’inputato, ha disposto un nuovo giudizio davanti al giudice di pace competente poiché «la motivazione del provvedimento risulta apodittica avendo il giudice ritenuto che le frasi erano offensive e d’altra parte non riconoscendo valore alle dichiarazioni della persona offesa» che si era sentita mettere offesa dal controllore.

Nei confronti dei pubblici ufficiali, si rammenta il disposto dell’articolo 393-bis, codice penale, consistente nella “Reazione legittima agli atti arbitrari del pubblico ufficiale”:

 

Art. 393-bis.
Causa di non punibilità. (1)

Non si applicano le disposizioni degli articoli 336, 337, 338, 339, 341 bis, 342 e 343 quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al fatto preveduto negli stessi articoli, eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni.

(1) Articolo aggiunto è stato aggiunto dall’art. 1, comma 9, della L. 15 luglio 2009, n. 94

 di Marco Massavelli

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