I FANTASTICI VIAGGI DI UN ETILOMETRO TRA ROMA E MILANO.

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L’etilometro è uno degli apparecchi più misteriosi che un agente  di polizia municipale può incontrare all’inizio della sua carriera.
È tanto misterioso,  sia per il suo funzionamento ma anche e soprattutto perché offre la possibilità di non ancorarsi allo sterile controllo delle soste ma di essere impiegato in un’attività molto più interessante.
Conosciamo tutti il funzionamento di questa apparecchiatura che attraverso l’analisi dell’aria alveolare determina la concentrazione di alcol per litro di sangue.
Questa valigetta metallica che contiene l’apparecchiatura ogni anno deve essere sottoposta ad una verifica periodica.
L’importanza della verifica risiede in due elementi fondamentali.
Il primo  consiste nel fatto che lo strumento è comunque uno strumento di misurazione
Il secondo invece consiste nel fatto che il risultato di questa misurazione determina o meno la commissione di un reato.
L’apparecchiatura acquisisce ancora più misticismo quando per la prima volta nella mia carriera l’ho consegnata direttamente al Csprad di Roma in zona Bufalotta.
Nel uscire dallo svincolo del raccordo anulare, a poche centinaia di metri, vi è la sede del centro superiore per le ricerche sui autoveicoli e i dispositivi a cui va consegnato l’etilometro per essere poi sottoposto alla verifica periodica.
Questa operazione ovviamente non è istantanea; bisogna lasciare l’etilometro presso questo ufficio del Dipartimento di Trasporti Terrestri per poi vederselo riconsegnato dopo un tempo medio di 2/3 mesi.
Tutto questo assumeva una pur minima normalità fin quando il centro  di Roma è stato funzionante. Recentemente però tutti gli etilometri d’Italia venivano spediti materialmente per la verifica annuale al centro superiore per le ricerche sugli autoveicoli e dispositivi di Milano.
Da questa situazione come si può facilmente immaginare i tempi di elaborazione e di lavorazione da parte di questo ufficio pubblico erano oltremodo lievitati in conseguenza del maggiore carico di lavoro.
Questa situazione ai margini del “fantozziano” così come l’ho sinteticamente descritta non rende bene l’idea se non si vive il piacere di giungere alla Bufalotta entrare in una mega struttura con un parcheggio grandissimo, dove probabilmente ci saranno state non più di 10 macchine parcheggiate, e dove per avere la possibilità di incrociare un dipendente per delle informazioni occorreva cercarlo almeno per 10 minuti.
Giunti poi in una delle ali del fabbricato percorrendo il vano scala si aggiungeva al primo piano in una situazione semideserta, nella quale, in una stanza a destra di un corridoio vi era il luogo fisico per la consegna dell’etilometro.
È difficile immaginare uno stanzone di un ufficio ministeriale pieno di valigette contenenti etilometri.
Ovviamente tutti gli uffici si sono preoccupati e averlo quando prima possibile in ragione della necessità attuale di adoperarlo in diverse circostanze, sia per controlli di routine, ma anche e soprattutto, in occasione di incidenti stradali più rilevanti.
Questa situazione surreale, ha provocato nei diversi uffici di Polizia dello Stato e Locale, che svolgono compiti di Polizia Stradale, e detentori del etilometro, una situazione di notevole ritardo sulla verifiche annuali.
Fortunatamente la Corte di Cassazione-Sezione IV Penale, con la sentenza n. 24424 del 22 giugno 2021 ha stabilito il principio di legittimità secondo cui non è contestabile il risultato dell’alcoltest perché le tarature precedenti non avevano rispettato la cadenza annuale. Tale lasso di tempo deve essere stato rispettato nell’espletamento dell’ultima verifica precedente l’esame effettuato.
La sentenza fissa un principio supportato da una ermeneutica logica della norma che impone la verifica annuale dell’etilometro ma assume importanza anche per il fatto che conferma le decisioni di merito del Tribunale e della Corte d’Appello che hanno preceduto l’intervento.
Una sentenza breve e semplice da leggere. Chiara nel suo contenuto e concreta nella sua decisione che è servita a ricordare a me ed altri  colleghi le piccole esitazioni di quando si deve spedire l’etilometro a Roma ponendosi la domanda di quando tempo passerà prima che ce lo restituiscono.
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