Gli sfalci e potature derivanti dalla manutenzione del verde pubblico dei Comuni” non rientrano più tra le esclusioni previste dall’art. 185, pertanto a partire dal 26 settembre, dovranno essere gestiti come rifiuti.

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Il Decreto Legislativo del 26 settembre 2020 n. 116 ha modificato in modo sostanziale la parte IV del Testo Unico Ambientale ridisegnando le regole sui rifiuti in recepimento delle Dir. 2018/851/UE ( modifica quadro rifiuti) – 2018/852/UE ( modifica imballaggi e rifiuti di imballaggi).

La nuova normativa, meglio nota come “Pacchetto Economia Circolare”, ha apportato importanti e numerose modifiche alla parte IV del TUA, una vera e propria rivoluzione dei rifiuti.

Tale novella legislativa, tra l’altro, ha riformulato l’art. 185 del Decreto Legislativo 152 del 2006 (Testo Unico Ambientale – TUA) come richiesto dalla Direttive comunitarie, al fine di evitare pesanti sanzioni da parte della Corte di Giustizia Europea.

Dall’analisi del riscritto art. 185 comma 1 lett. f emerge un aspetto che ha grande importanza per i Comuni, ovvero, la gestione degli sfalci e potature di giardini pubblici non sono stati esclusi nel campo di applicazione della parte IV e pertanto sono rientrati di nuovo nel novero dei rifiuti urbani come previsto nella versione attuale dell’art. 183 comma 1 lett. b ter del TUA.

Permane l’esclusione dalla normativa sui rifiuti la paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, gli sfalci e le potature effettuati nell’ambito delle buone pratiche colturali, utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa con metodi che non danneggiano la salute umana, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi.

Si riporta di seguito la nuova formulazione del citato art. 185.

185. Esclusioni dall’ambito di applicazione

Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto:

  1. a) le emissioni costituite da effluenti gassosi emessi nell’atmosfera e il biossido di carbonio catturato e trasportato ai fini dello stoccaggio geologico e stoccato in formazioni geologiche prive di scambio di fluidi con altre formazioni a norma del decreto legislativo di recepimento della direttiva 2009/31/CE in materia di stoccaggio geologico di biossido di carbonio;
  2. b) il terreno (in situ), inclusi il suolo contaminato non scavato e gli edifici collegati permanentemente al terreno, fermo restando quanto previsto dagli artt. 239 e ss. relativamente alla bonifica di siti contaminati;
  3. c) il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato;
  4. d) i rifiuti radioattivi;
  5. e) i materiali esplosivi in disuso;
  6. f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), del presente articolo, la paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, gli sfalci e le potature effettuati nell’ambito delle buone pratiche colturali, utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana.
  1. Sono esclusi dall’ambito di applicazione della parte quarta del presente decreto, in quanto regolati da altre disposizioni normative comunitarie, ivi incluse le rispettive norme nazionali di recepimento:
  2. a) le acque di scarico;
  3. b) i sottoprodotti di origine animale, compresi i prodotti trasformati, contemplati dal regolamento (CE) n. 1774/2002,eccetto quelli destinati all’incenerimento, allo smaltimento in discarica o all’utilizzo in un impianto di produzione di biogas o di compostaggio;
  4. c) le carcasse di animali morti per cause diverse dalla macellazione, compresi gli animali abbattuti per eradicare epizoozie, e smaltite in conformità del regolamento (CE) n. 1774/2002;
  5. d) i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall’estrazione, dal trattamento, dall’ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave, di cui al decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 117;

d-bis) sostanze destinate a essere utilizzate come materie prime per mangimi di cui all’articolo 3, paragrafo 2, lettera g), del regolamento (CE) n. 767/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio e che non sono costituite né contengono sottoprodotti di origine animale.

  1. Fatti salvi gli obblighi derivanti dalle normative comunitarie specifiche, sono esclusi dall’ambito di applicazione della Parte Quarta del presente decreto i sedimenti spostati all’interno di acque superficiali o nell’ambito delle pertinenze idrauliche ai fini della gestione delle acque e dei corsi d’acqua o della prevenzione di inondazioni o della riduzione degli effetti di inondazioni o siccità o ripristino dei suoli se è provato che i sedimenti non sono pericolosi ai sensi della decisione 2000/532/CE della Commissione del 3 maggio 2000, e successive modificazioni.
  2. Il suolo escavato non contaminato e altro materiale allo stato naturale, utilizzati in siti diversi da quelli in cui sono stati escavati, devono essere valutati ai sensi, nell’ordine, degli articoli 183, comma 1, lettera a), 184-bis e 184-ter.

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