Un piccolo comune del Lodigiano la spunta su una antica questione, in sede di ricorso per Cassazione, sempre con riguardo ai tempi della luce semaforica gialla, di cui abbiamo dato conto in alcune pubblicazioni durante il 2014 (Durata del giallo: la risposta del Governo all’interrogazione parlamentareIl “giallo”sui tempi del “giallo”: storie di semafori e di sentenze.) e di cui ancora daremo conto tra qualche giorno (La durata del giallo semaforico: è irrilevante se si passa con il rosso).

Cass. civ. Sez. II, Sent., 3 dicembre 2014, n. 27348 conferma che “la durata più o meno lunga della luce semaforica gialla (non essendo prevista una durata minima) non può assumere rilevanza alcuna”.

Va aggiunto che la Corte, in relazione ai tempi di permanenza della luce semaforica gialla, ha affermato che l’automobilista deve adeguare la velocità allo stato dei luoghi e che una durata di quattro secondi non costituisce un dato inderogabile (Cass. 14/8/2012 n. 14519). Successivamente la Corte è nuovamente intervenuta sui tempi di permanenza della luce semaforica gialla e ha ritenuto che una durata superiore ai 3 secondi deve senz’altro ritenersi congrua (Cass. 1/9/2014 n. 18470) sulla base delle seguenti considerazioni: – la risoluzione del Ministero dei Trasporti n. 67906 del 16.7.2007, nell’accertare che il codice della strada non indica una durata minima del periodo di accensione della lanterna di attivazione gialla, stabilisce che il tempo minimo di durata di detta luce che non può mai essere inferiore a tre secondi; – tre secondi costituiscono, in base allo studio del C.N.R. pubblicato il 10/9/2001, richiamato dalla citata risoluzione ministeriale, il tempo di arresto di un veicolo che proceda ad una velocità non superiore ai 50 Km/h.

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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