Dopo aver anticipato i contenuti dello schema di Decreto Legislativo sui furbetti del cartellino, oggi diamo conto del parere espresso dalla Commissione Speciale del  Consiglio di Stato del 5 aprile.

Un aspetto interessantissimo di detto parere è quello riferito al comma 3-quinques, ovvero l’emissione di provvedimenti disciplinari a carico dei Dirigenti omissivi. La Commissione osserva: Al riguardo appare opportuno invitare il Governo ad operare una riflessione, sotto il profilo della ragionevolezza e della proporzionalità, sull’introduzione della sanzione disciplinare del licenziamento in capo ai dirigenti e ai responsabili di servizio per i casi previsti dal comma 3-bis, considerato che si finisce sostanzialmente per equiparare il dirigente, quanto al trattamento sanzionatorio, ad un soggetto che ha concorso nella commissione dell’illecito, mentre in realtà la condotta omissiva del dirigente cui la norma si riferisce è una condotta successiva e diversa rispetto all’illecito posto in essere dal dipendente. In ogni caso, al fine di evitare difficoltà e problematiche applicative e prevenire il rischio che si prospettino inammissibili forme di responsabilità oggettiva, si suggerisce che al primo rigo del comma 3-bis, dopo la parola “i dirigenti”, venga aggiunto l’inciso “che abbiano acquisito conoscenza del fatto” e che, al quinto rigo, dopo le parole “sospensione cautelare”, sia aggiunto l’inciso “senza giustificato motivo”, coerentemente a quanto già stabilito nel richiamato articolo 55 sexies, comma 3. Si ritiene, inoltre, che al quinto rigo del comma 3-quinquies la parola “fattispecie” vada sostituita con la parola “illecito”.

Identiche considerazioni vengono fatte anche per la fattispecie di cui al comma 3-quinquies tipizza, in termini di omissione di atti di ufficio, una fattispecie nuova e diversa rispetto alla disposizione dell’articolo 328 c.p., paventando un eccesso di delega che nell’ambito del “riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” riguarda esclusivamente l’introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti finalizzate ad accelerare e rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l’esercizio dell’azione disciplinare”

Se ne consiglia, pertanto, la lettura integrale.

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Michele Orlando

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