Una delle questioni più dibattute nel settore del pubblico impiego è se le mansioni che quotidianamente si svolgono sono proprie della propria categoria o, se siano quelle della categoria superiore. Questione non di poco conto, se si considera i risvolti economici derivanti dalle differenze retributive.

Ma quando e, soprattutto, come si individuano le mansioni superiori e quali sono gli elementi che devono obbligatoriamente sussistere nell’attività svolta.

Naturalmente è noto ormai a tutti che non potrà vantarsi alcuna progressione di carriera, ma quantomeno le cd differenze retributive possono essere richieste proprio perché si è stati adibiti a lavori di livello superiore.

Vari sono stati gli interventi giurisprudenziali volti ad individuare gli elementi costitutivi delle mansioni superiori.

Giunge oggi Tar Campania, sez. V, 06/11/2015, n. 5207 che ribadisce quanto già oramai sedimentato nella giurisprudenza amministrativa.

Sono tre, infatti, tali presupposti.

1. esistenza in organico di un posto vacante cui ricondurre le mansioni di più elevato livello;

2. previa adozione di un atto deliberativo di assegnazione delle mansioni superiori da parte dell’organo a ciò competente;

3. espletamento delle mansioni per un periodo eccedente i sessanta giorni nell’anno solare.

Solo la presenza contemporanea di tutti gli elementi può legittimamente far emergere l’espletamento di mansioni superiori e conseguente legittimazione al riconoscimento delle differenze retributive, come più sopra osservato.

Tar_Campania_5207_2015

 

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Michele Orlando

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