Tanto, troppo, clamore per quel poco che si vede della annunciata riforma del codice della strada.

Stamattina (23 luglio 2014) tutti i telegiornali parlano di una serie di novità che, stando all’impatto giornalistico della notizia, sembrano già vigenti.

Nella sostanza, siamo innanzi al testo licenziato dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, relativo ad un disegno di legge per una delega al Governo per la riforma del Codice della strada.

Ciò significa che la questione ora scivola dalla Commissione Trasporti ad altre commissioni, per poi approdare in Aula.

QUALCHE PAROLA SULLA IMMINENZA

Se e quando l’Aula approverà detto testo, ancora il traguardo sarà lontano! il testo approvato (eventualmente) alla Camera del Deputati passerebbe al Senato (che in questi giorno c’ha poco da fare, pare…), e, solo se in quella sede non sarà emendato (caso in cui il testo dovrebbe ritornare nuovamente alla Camera per una eventuale nuova lettura finalizzata ad un’approvazione su testo omologo) la Legge di Delega per la riforma del Codice della Strada, sarà cosa fatta.

Ciò ovviamente non ci darebbe la riforma “chiavi in mano” ma ci regalerebbe un nuovo “timing”, in quanto il Governo, attenendosi ai principi delle Delega, dovrebbe adottare il definitivo Decreto Legislativo di riforma del Codice della Strada.

Quindi, ad onor del vero, tutta questa emozione, in questo luglio 2014, per un’ipotetica riforma strutturale del codice della strada, proprio non la capisco, salvo attendersi un “decreto legge” urgente che anticipi qualche pezzo della riforma; D.L. che, ad oggi, all’orizzonte, non si intravede.

 

QUALCHE PAROLE SULLA EMINENZA

Forse a spingere il clamore (ma forse a spingere il testo approvato in commissione) è stata Confindustria.

Infatti, sul sito dell’ANCMA  si coglie tanta soddisfazione per uno straordinario lavoro di lobby: “L’approvazione del testo che contiene le richieste di Confindustria ANCMA è la testimonianza del dialogo costante e concreto che l’Associazione ha con gli organi deputati a legiferare” afferma Corrado Capelli, presidente di Confindustria ANCMA – “Lavoriamo quotidianamente sul fronte della sicurezza stradale considerandolo uno dei temi principali sui quali puntare e sul quale sensibilizzare il Governo e l’opinione pubblica. Anche all’interno della 72° edizione dell’Esposizione Mondiale del Motociclismo, dal 6 al 9 novembre a Milano, racconteremo gli sforzi del settore in questa direzione e lo stato delle infrastrutture in Italia … Confindustria ANCMA ribadisce di aver redatto, in collaborazione con il DISS (Dipartimento di Sicurezza Stradale) dell’Università di Parma, un vademecum utile a progettisti e tecnici per realizzare infrastrutture che limitino i rischi per i motociclisti. Si tratta di un vero e proprio compendio che affronta tutte le problematiche della circolazione stradale per chi viaggia su due ruote, offrendo soluzioni concrete per la riqualificazione e l’adeguamento infrastrutturale, in linea con gli standard comunitari. Sul versante della mobilità, il provvedimento accoglie una storica richiesta di ANCMA: consentire l’accesso di scooter e motocicli 125cc, se guidati da conducenti maggiorenni, su tangenziali ed autostrade. In questo modo il nostro Paese si allinea finalmente al resto d’Europa, dove questa limitazione non è mai esistita.Buone notizie anche per il mondo della bicicletta: oltre ad una serie di disposizioni volte ad incentivare la mobilità delle due ruote a pedale, viene introdotto un sistema di marchiatura volontaria del telaio, che renderà più semplice alla forze dell’ordine l’identificazione e il recupero delle biciclette rubate. Infine viene introdotto il principio che le corsie riservate ai mezzi pubblici potranno in futuro essere percorse anche da biciclette e motocicli: anche questa misura è destinata ad accrescere la sicurezza degli utenti delle due ruote in quanto li separa dal traffico ordinario ed è stata mutuata dall’esperienza di altre città europee, come Londra”.

Ora, non è che si voglia essere critici a tutti i costi, posto che qualcosa di buono sicuramente dovrà pur esserci in questo lavoro parlamentare; tuttavia restiamo perplessi, poiché gli annunci restano plateali ed il risultato atteso resta, al contrario, abbastanza lontano nel tempo e misero nella sostanza.

Non riusciamo a condividere l’entusiasmo dei costruttori di veicoli e non riteniamo che sia un’idea geniale quella di mettere un numero di telaio alle biciclette (numero da registrare ad un CED) per contrastare il loro furto. Tutto da vedere, poi, come viaggerà la semplificazione annunciata del contenzioso e la nuova parametrazione tra gravità dell’illecito e sanzioni. Tanto a voler tacere del tema spinoso (sul piano giuridico) dell’ “omicidio stradale”.

Comunque sia, per un sito che vuole essere tecnico e che non vuole “badare alla ciance”, si allega il testo ufficiale della commissione trasporti che ha approvato gli ultimi emendamenti:

“Delega al Governo per la riforma del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Testo unificato C. 731 Velo ed altri e C. 1588 Governo”.

Buona lettura ai curiosi.

Pino Napolitano

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