Metti una fredda mattina di novembre. Metti che ormai si usa “postare”, con tanto di foto, anche le gesta eroiche compiute nella camera da bagno. Metti che la cosa che appare più naturale è quella di cercare la solidarietà degli internauti contro i “Vigili” che, come al solito, invece di pensare a difenderci dai terroristi, si accaniscono nei confronti degli integerrimi cittadini.

Ma dico io, uno vuole starsene pacifico a fare il proprio lavoro, ma questi (come si dice dalle mie parti) te le tirano proprio dalle mani!

Analizziamo i fatti.

In una fredda mattina di novembre (ore 7,30) un famoso e importante cittadino di una famosa città del Nord, a bordo di una famosa macchina d’epoca, munito di famosa targa prova, si accinge a raggiungere la locale Motorizzazione Civile per immatricolare il citato veicolo. Siccome il nostro non ama fare le file, si anticipa un po’ con i tempi e, già che c’è, decide di farsi prima una puntatina in Piazza della Scala. All’improvviso, quasi come se gli Organi di Polizia dovessero preavvertirlo il giorno prima (semmai con un messaggio in bacheca), viene fermato da sei Agenti della Polizia Municipale (due volanti e due moto) che gli contestano l’utilizzo del telefonino durante la guida.

Il nostro, verde, anzi multicolore dalla rabbia (visto che la Sua casa di moda vive di colori ed abbinamenti), posta il seguente messaggio:

“Questa mattina in Piazza della Scala mi è successo un episodio singolare: sono stato fermato da sei agenti della Polizia Locale (due volanti e due moto). Capisco la tensione del momento, ma fermare una persona alle 7.30 della mattina in giacca e cravatta … lasciatemi dire, non del tutto sconosciuto … con la sua auto d’epoca mentre stava cercando di andare in motorizzazione ad immatricolarla (regolarmente provvisto di targa prova) Lo trovo a dir poco eccessivo, in un momento in cui le attenzioni delle nostre amate forze dell’ordine dovrebbero essere rivolte a ben altre cose. Alla fine di tutto mi hanno tolto cinque punti perché avevo il navigatore del telefono acceso appoggiato sul sedile lato passeggero … dato che ovviamente l’auto (visto l’età) ne è sprovvista. Questo secondo loro mi avrebbe potuto distogliere dalla normale guida. Grazie”

Questi i fatti riportati dall’uomo in giacca e cravatta.

Ecco, invece, i fatti dal punto di vista della “Gazzetta del condominio di Via Manzoni”.

In considerazione del fatto che ormai da una settimana continuano a giungere allarmi e segnalazioni sugli “obiettivi sensibili”, il Comandante della Polizia Municipale della nostra città ha intensificato i servizi mirati al controllo di piazze ed edifici pubblici, incrementando la presenza di uomini e mezzi.

Duranti tali servizi, è stata notata la presenza di un veicolo, con apposta una targa prova e, pertanto, per verificarne la correttezza della circolazione, lo stesso è stato fermato per i controlli di routine. Appena iniziate le operazioni però, il conducente, prima ha blandito gli Operanti con frasi del tipo “Salve ragazzi, come va? Che cosa è successo? I miei followers non mi hanno segnalato nulla di anomalo …”, resosi conto, però, che l’unica cosa anomala era il fatto che il veicolo fermato doveva essere controllato, ha mutato il suo frasario, iniziando la solita tiritera. “Ma non avete ancora capito chi sono? Non avete ancora capito che ho contribuito a rendere famosa questa città nel mondo? Ma non sapete chi ho sposato con un matrimonio sfarzoso? Ma, accidenti, non vedete che ho addirittura la cravatta? Pensate che un terrorista sia più elegante di me?”.

Intervistati anche gli Operanti, che hanno dichiarato: “Certo che abbiamo notato che fosse elegantissimo con quella bellissima cravatta. Certo che lo abbiamo riconosciuto, gli abbiamo chiesto anche un autografo! (sul verbale di contestazione). Purtroppo, siccome eravamo impegnati nel nostro lavoro, non abbiamo potuto fare a meno di notare che utilizzava il telefono durante la guida. Possiamo assicurare, però, che ci è dispiaciuto moltissimo averlo sanzionato e non aver conosciuto anche la sua famosa moglie”.

Piccolo pensierino finale.

Caro famoso imprenditore/stilista/VIP/belloefortunato, la prossima volta, invece di usare i social network perché devi far sapere a tutti quello che ti succede (perché sei in), vai, come si faceva una volta, al bar dei VIP e sfogati lì. Almeno lo sapranno solo quelli del bar ed eviterai anche di fare la figura del pisello.

E’ la stampa, bellezza!

PS Tweet (vero) di anonimo follower.

Anche io sono stato fermato da una pattuglia della polizia. Se ti può consolare, io non avevo giacca e cravatta e sono un emerito sconosciuto. Anche se mi hanno perquisito come un sospetto brigatista non mi hanno fatto la multa. Mi è bastato osservare il codice della strada.

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Michele Orlando

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