Anche la Pubblica Amministrazione deve adeguare l’istruzione dei propri procedimenti amministrativi all’evoluzione tecnologica.

Quindi, la Pubblica Amministrazione, Uffici comunali compresi, devono adottare tutti gli accorgimenti per “stare al passo con i tempi”. Lo stesso deve valere per i cittadini che intendono interagire con gli uffici pubblici.

In particolare, ci si vuole riferire all’uso della PEC e delle mail per presentare istanze, richieste, esposti, e alla conseguente possibilità/obbligo di risposta, con lo stesso mezzo, da parte del competente ufficio pubblico.

Il Consiglio di Stato, con la recentissima sentenza n. 4286, dello scorso 26 agosto, ha rammentato che è legittimo l’utilizzo della posta elettronica non solo per l’invio delle domande di accesso agli atti ma anche per le risposte dell’ente pubblico.

In particolare, devono essere tenute in considerazione le seguenti norme:

 

  • la norma generale dell’art. 3 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, secondo cui “per conseguire maggiore efficienza nella loro attività, le amministrazioni pubbliche incentivano l’uso della telematica, nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati “;
  • la norma specifica dell’art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006, n. 184, a detta della quale “le pubbliche amministrazioni … assicurano che il diritto d’accesso possa essere esercitato anche in via telematica …”. Per il principio della parità delle posizioni e per assicurare l’efficienza dell’azione amministrativa (che è un valore costituzionale), la disposizione deve valere non solo nei confronti, ma anche a favore dell’Amministrazione, salvo che non sussistano particolari ragioni in senso contrario, che nel caso di specie non compaiono e comunque non sono state effettivamente dedotte.

Le Pubbliche Amministrazioni, e gli uffici comunali in particolare, devono, quindi, dotarsi di nuovi strumenti informatici, che possano rendere il loro operato moderno ed efficiente.

Ma questo non basta: anche i dipendenti pubblici devono fare un piccolo sforzo per imparare ad utilizzare in maniera adeguata gli strumenti informatici che hanno a disposizione.

 

di Marco Massavelli

 

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