Delibera di G.M. che classifica privata una strada. Illegittimità

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Il riconoscimento della natura privata di una strada non rientra tra i poteri attribuiti al Comune. Quest’ultimo sarebbe competente all’esercizio del potere di autotutela con riferimento ai beni pubblici, mediante classificazione della strada come pubblica, ricorrendone i presupposti, in assenza di questi ultimi l’ente deve limitarsi, quindi, a dare atto di ciò e della conseguente carenza di potere in concreto, non avendo alcuna competenza certificatoria nel senso richiesto da parte ricorrente.

Secondo Tar Lombardia Brescia, sez. I, 16/06/2021, n. 566 che, preliminarmente, ricorda che la classificazione della strada rientra nella sfera della competenza del Consiglio Comunale (e non già della Giunta Municipale), l’ente non può pronunciarsi sulla domanda volta ad accertare la natura privata della strada in questione, non rientrando ciò nei poteri attribuiti all’ente locale. Il riconoscimento della natura privata e, quindi, dei poteri propri facenti capo ai proprietari deve essere richiesto al competente giudice ordinario e non anche al Comune, titolare del solo potere, esercitabile esclusivamente nel caso contrario in cui la strada sia di interesse pubblico, di adottare i provvedimenti necessari per acquisire al proprio demanio la viabilità caratterizzata dalla natura pubblica ovvero per formalizzare l’uso pubblico di strade di proprietà privata.

In sostanza, il Comune, forte del potere di autotutela attribuitogli in relazione al proprio patrimonio di beni e diritti, anche adottando un atto da parte di un organo incompetente (la Giunta Municipale) ne ha fatto un cattivo uso non astenendosi dall’interferire in una complessa vicenda di rapporti tra soggetti privati e quindi ha, inopportunamente e senza avervi alcun titolo, adottato un provvedimento di fatto atipico.

Come evidenziato anche da Cons. Stato n. 5820/2020, l’inserimento di una strada nell’elenco di quelle pubbliche implica una presunzione di uso pubblico superabile con la prova contraria della sua natura privata e dell’inesistenza di un diritto di godimento da parte della collettività.

In altri termini l’Ente può dichiarare pubbliche le vie vicinali se sussistono i requisiti del passaggio esercitato jure servitutis publicae da una collettività di persone qualificate dall’appartenenza ad una comunità territoriale, della concreta idoneità della strada a soddisfare esigenze di generale interesse, anche per il collegamento con la pubblica via, e dell’esistenza di un titolo valido a sorreggere l’affermazione del diritto di uso pubblico.

Viceversa, la declaratoria della natura privata della medesima strada vicinale, laddove dichiarata pubblica, è riservata al competente giudice ordinario.

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