Decorrenza del termine ed accertamento complesso, la storia continua.

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Secondo il costante orientamento giurisprudenziale sia del Consiglio di Stato (ex plurimis, Cons. St., V, 29 settembre 2020, n. 5723, e sentenze ivi richiamate) sia della Corte di cassazione (ex plurimis, Cass. civ., ord. 29 ottobre 2019, n. 27702, con ulteriori richiami), in tema di sanzioni amministrative, ciò che rileva, infatti, ai fini del rispetto del principio della immediatezza della contestazione recato dall’art. 14, L. n. 689 del 1981, non è la notizia del fatto sanzionabile nella sua materialità, ma l’acquisizione della piena conoscenza della condotta illecita, implicante il riscontro dell’esistenza e della consistenza della infrazione e dei suoi effetti, sicché, per un verso, il termine per la contestazione dell’infrazione non decorre dalla sua consumazione ma dal completamento dell’attività di verifica di tutti gli elementi dell’illecito, dovendosi considerare anche il tempo necessario all’amministrazione per valutare e ponderare adeguatamente gli elementi acquisiti e gli atti preliminari per l’individuazione in fatto degli estremi di responsabilità amministrativa, e, per altro verso, il termine per la conclusione del procedimento sanzionatorio inizia a decorrere solo dal momento in cui è compiuta – o si sarebbe dovuta ragionevolmente compiere, anche in relazione alla complessità della fattispecie – l’attività amministrativa intesa a verificare l’esistenza dell’infrazione, comprensiva delle indagini intese a riscontrare la sussistenza di tutti gli elementi soggettivi e oggettivi dell’infrazione stessa. (T.A.R. Lazio Roma Sez. III ter, Sent., 11-01-2022, n. 208)

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