Cose ordinarie di Polizia Municipale… con gli Auguri di un prospero 2019!!! 

Da un reperto giudiziario si trae spunto per mostrare quale sia la situazione in cui, giorno dopo giorno, opera un Agente di Polizia Municipale. Si tratta di un decreto di citazione a giudizio per due soggetti che, destinatari di un normalissimo accertamento di violazione al CdS, si scatenano contro gli agenti accertatori.

Questo è solo l’ultimo caso noto, di una serie ormai in crescendo.

Si precisa che si tratta di una cittadina tranquilla (scarsa incidenza malavitosa) con un discreto livello di educazione civica, per questa ragione probabilmente la situazione non è degenerata.

Come sappiamo bene, la Polizia Municipale svolge variegati ruoli che s’intersecano con quelli di altre Forze di Polizia, che vanno dall’espletamento della funzioni cosiddette “proprie” del Corpo, dalle polizia stradale alla prossimità chiudendo con la Polizia Giudiziaria, ed è da diversi anni oberata di una pluralità d’impegni.

Quello che però vale la pena di osservare e tenere bene a mente, però, sono le differenze, molto spesso marcate, che esistono e che si possono riassumere in un interrogativo molto forte: a un altro corpo di polizia, nello stesso contesto geografico del caso in esame, l’utente si sarebbe mai posto in questo modo e con queste parole?

La risposta è facile : NO!

Da questa risposta dovremmo quindi partire, per arrivare a trovare le motivazioni innanzitutto, e le eventuali soluzioni in secondo luogo.

I Corpi di Polizia Municipale,

  • soffrono innanzitutto della loro vicinanza all’amministrazione politica, che li costringe ad un duplice ruolo, talvolta di carnefice ed altre di vittima della politica locale.
  • soffrono il confronto con le altre forze di Polizia, sia in termini di storicità del Corpo che di organizzazione, oltre che di retribuzione. Non potendo contare, al loro pari degli altri agenti, dello “status di poliziotto”, dell’indennità di ordine pubblico, della pensione per causa di servizio, del pagamento delle festività infrasettimanali, del contratto di diritto pubblico, né dell’indennità di rischio. Lo Stato italiano continua a considerare ed a pagare gli agenti di Polizia Municipale da impiegati e a farli lavorare da poliziotti!
  • soffrono della mancanza di un’adeguata formazione tecnico-specialistica, affidata alla intraprendenza dei suoi appartenenti e di un’adeguata formazione specifica per gli agenti neoassunti, che vengono molto spesso messi sulla strada con le sole nozioni teoriche dello studio del concorso, con la convinzione che la strada possa essere lo strumento più utile per l’apprendimento.
  • soffrono del fatto che molti comuni, in sotto organico, non riescono a fornire neppure gli essenziali servizi, potendo contare su pochissime unità, spesso anche in età di servizio avanzata, che subiscono le conseguenze peggiori perchè diventano figure tuttofare e non riescono a fornire i riscontri alle istanze presentate ovvero nei tempi che l’utenza si aspetterebbe.
  • soffrono, in molte circostanze, della relazione non sempre serena con i cittadini, che spessissimo si rivolgono ai vari Comandi ma altrettanto spesso vengono sanzionati per violazioni che gli stessi cittadini non percepiscono come tali e, pertanto, non accettano.

Probabilmente questo clima di violenza e di diffidenza è facilitato anche dalla campagna denigratoria di cui è bersaglio da anni il pubblico impiego: i lavoratori sono sbrigativamente additati come assenteisti o svogliati. Tutto ciò può provocare reazioni gravi e violente in particolare per gli agenti di polizia locale che pagano in prima persona, perché lavorano sul campo.

Auspicabile quindi, al fine di non dilungarci sul tema, sebbene interessante ed ampio, potrebbe essere la formulazione di proposte pratiche e fattibili per migliorare le condizioni di questo Corpo di Polizia con questo impianto normativo, senza attendere riforme che forse non arriveranno o trasformazioni non praticabili, quali

  • un serio e continuo lavoro di valorizzazione delle attività espletate per continuare a divulgare tra i cittadini l’entità delle attività espletate da questo Corpo di Polizia.
  • una serio ed efficace lavoro sulla costruzione di un’identità comune, condivisa ed accettata, dismettendo anche qualche nostro atteggiamento megalomane.
  • incentivare l’accorpamento di talune funzioni, proprie dei Corpi di Polizia Municipale, in determinati territori omogenei a livello provinciale o sub provinciale, come dei veri e propri Ambiti Territoriali Ottimali di Sicurezza (ATOS), che potrebbero avere le dimensioni dei territori di competenza delle Compagnie dei CC e consentire forme di associazione di servizi e funzioni tra vari comandi che siano meno farragginose e più utili per gli operatori (banale centrale operativa unica, con almeno una pattuglia pronta ad intervenire…)

Insomma, ci auguriamo, che il nuovo Anno ci apra qualche scenario più roseo e proficuo…

vedi decreto di citazione a  giudizio minaccie e violenza a Pubblico ufficiale

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Francesco Tolino

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