Ad un automobilista sardo era stata irrogata una sanzione per la violazione dell’art. 172, I comma C.d.s, poichè circolava non facendo uso delle cinture di sicurezza. Ricorrendo al giudice di pace, questi eccepiva di essere esentato da tale obbligo, facendo leva su un certificato medico privato. In Giudice di pace, in maniera alquanto pedestre, accoglieva il ricorso, a dispetto della resistenza dell’amministrazione opposta.  Questa non si dava per vinta ed ha proposto appello avverso la sentenza di primo grado. Il Tribunale di Cagliari ( Sent., 25-02-2015) ha ritenuto l‘appello fondato, su queste motivazioni:Deve rilevarsi, e tale questione è dirimente ed assorbente rispetto a tutte le altre contestazioni formulate, che il giudice di pace non ha tenuto in alcun conto il disposto dell’art. 172 comma 8 lett e) del Codice della strada, il quale prevede l’esenzione dall’uso delle cinture di sicurezza per le “persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dall’unita sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro della Comunità europea, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all’uso dei dispositivi di ritenuta”. Tale norma riconosce pertanto validità, ai fini dell’esenzione, solamente alla certificazione medica rilasciata dalla struttura pubblica, della quale l’opponente non risulta essere stato in possesso all’atto della contestazione, e prescrive inoltre che detta certificazione specifichi la durata della validità, elemento del tutto assente nel certificato rilasciato dal dott. P. e prodotto in giudizio con l’atto di opposizione”.

La temerarietà della lite ha portato, oltre alla sanzione pecuniaria originariamente annullata, al pagamento di cospicue spese di lite e questo non è male per il funzionamento della Giustizia.

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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