spese dei veicoli sequestrati a carico dei comuniPer le spese da riconoscere alle depositerie nel periodo ante 2007 e dovute per i sequestri dei veicoli operati dalle Polizie Municipale, è competente il Comune.

Ciò avuto riguardo alle norme, contenute nel C.d.s, nella Legge n. 689/81 e del DPR n. 571/1982, che stabiliscono che l’anticipo spese è a carico dell’amministrazione cui appartiene il pubblico ufficiale che ha eseguito il sequestro. E ciò senza deroga alcuna e, a maggior ragione, nei casi in cui ad operare è la Polizia Municipale.

È una disamina lunga ed approfondita quella che ha operato Cass., sez. I, 08/05/2015, n. 9394.

 

Il passaggio essenziale che la decisione pone a base della decisione è il seguente: “la ratio dell’obbligo di anticipazione a carico «dall’amministrazione cui appartiene il pubblico ufficiale che ha eseguito il sequestro» sta nei concorrenti principi di imputazione dell’attività degli agenti dell’Amministrazione nell’esercizio delle loro pubbliche funzioni all’amministrazione di appartenenza, nonché di responsabilità diretta, lato sensu, di quest’ultima per tale attività che, se comportante spese, obbliga l’amministrazione che la svolge ad anticiparle, salvo eventuale recupero. Nella specie, trattandosi dell’esercizio di funzioni tipicamente pubbliche – la garanzia della sicurezza delle persone nella circolazione -, può stabilirsi il seguente parallelismo: come «Le spese del processo penale sono anticipate dall’erario, ad eccezione di quelle relative agli atti chiesti dalle parti private salvo “recupero” dall’autore del reato o dagli altri soggetti obbligati ex lege (artt. 3, comma 1, lettera t – secondo cui «”anticipazione” è il pagamento di una voce di spesa che, ricorrendo i presupposti previsti dalla legge, è recuperabile» -, e 4, comma 1, del d.P.R. n. 115 del 2002), così le spese del procedimento sanzionatorio amministrativo prefigurato dalla legge n. 689 del 1981 e dal codice della strada sono normalmente anticipate dall’amministrazione – statale, regionale o locale che ha promosso tale procedimento, salvo “recupero” dall’autore della violazione o dagli altri soggetti obbligati ex lege (cfr. artt. 19, secondo comma, della legge n. 689 del 1981, 11, secondo comma, del d.P.R. n. 571 del 1982, e 394, comma l, del d.P.R. n. 495 del 1992).

Per concludere il principio di diritto è il seguente:

“Nel caso di sequestro amministrativo di veicolo per violazioni al codice della strada, eseguito dalla polizia municipale di un comune ed affidato in custodia a soggetto pubblico o privato, diverso sia dall’amministrazione che ha eseguito il sequestro sia dal proprietario del veicolo sequestrato, obbligato ad “anticipare’ – salvo recupero dall’autore della violazione, dall’eventuale obbligato in solido, o dal soggetto in favore del quale viene disposta la restituzione del veicolo – le spese per la custodia del veicolo medesimo spettanti a detto custode è – ai sensi dell’art. 11, primo comma, del d.P.R. 29 luglio 1982, n. 571 – l’amministrazione comunale cui appartiene il pubblico ufficiale che ha eseguito il sequestro, la quale è pertanto passivamente legittimata rispetto alla domanda del custode volta al pagamento delle spese predette”.

Inutile ribadire quanto più volte e nelle più disparate sedi è stato ribadito, che il principio, pure condivisibile in linea “di principio”, appunto, si presta ad applicazioni che potrebbero portare a situazioni, viceversa, giuridicamente aberranti.

Michele Orlando

Michele Orlando

P.A.sSIAMO

 

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