Se ti ordinano di chiudere il locale per “prevenzione covid”; chiudilo! Se non lo fai, ti aspetta una fraccata di botte.

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Se ti ordinano di chiudere il locale per “prevenzione covid”; chiudilo! Se non lo fai, ti aspetta una fraccata di botte.

Sebbene il 31/10/2020 il Sindaco di un Comune avesse ordinato la chiusura delle attività di ristorazione dalle ore 15 alle ore 6, per la durata di trenta giorni, ai sensi del Regolamento di Polizia Urbana, il titolare dell’esercizio aveva commesso ripetute violazioni del provvedimento sindacale, adottato per contenere il contagio pandemico da Covid-19; violazioni accertate nelle date del 31/10/2020, del 04/11/2020, del 05/11/2020, del 06/11/2020, del 07/11/2020, dell’11/11/2020 e del 12/11/2020.

Per effetto di queste, reiterate, violazioni, il Questore emetteva un provvedimento di sospensione dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande ex art. 100, comma 1, T.U.L.P.S.

In buona sostanza, a parere di scrive, una splendida sintonia tra amministrazioni pubbliche, per garantire seriamente il contenimento della diffusione epidemiologica da Covid 19.

Non arrendendosi all’evidenza di dover chiudere, il prevenuto si ostinava e la faccenda culminava con un sequestro preventivo ex art 321 cpp (sul presupposto che, violando l’ordinanza del questore, la faccenda assurgeva a rilevanza penale meritevole di siffatta misura volta a prevenire la sua prosecuzione).

La faccenda finiva (attraverso i precipui gradi di giudizio) in Cassazione; qui, con Sentenza del 02-12-2021, n. 44589, la Sezione I penale rigettava il ricorso e ribadiva che il sequestro preventivo stava ben fatto.

Altro non voglio aggiungere; commenti seri e professionali nel recensire i temi di diritto si reperiscono comodamente su internet. Mi basta segnalare il fatto che “Se ti ordinano di chiudere il locale per “prevenzione covid”; chiudilo! Se non lo fai, ti aspetta una fraccata di botte”.

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