Sanzionata anche la Polizia Locale per violazione della disciplina della Privacy.

Spesso si comprano e mettono in esercizio, senza gli opportuni approfondimenti, svariate tecnologie per il personale di Polizia Locale.

Un atteggiamento oscillante tra la superficialità nell’affidarsi alle promesse di legittimità degli strumenti acquistati fatte dal venditore e la presunzione che –trattandosi di organismo di polizia- nulla di grave possa accadere, se si è imprecisi nella disciplina della salvaguardia dei dati personali.

Un esempio pratico di questo atteggiamento si legge in un’ordinanza – ingiunzione con cui, il Garante per la tutela del Trattamento dei dati personali ha ingiunto, ad un Consorzio di Polizia Locale, il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria (nella misura di euro 2.400,00 per la violazione dell’art. 13, e nella misura di euro 8.000,00 per la violazione dell’art. 37, entrambe applicate in combinato disposto con l’art. 164-bis, comma 1, del Codice, per un ammontare complessivo pari a euro 10.400,00) per i seguenti motivi:

  • l’installazione di un sistema di videosorveglianza mobile, finalizzato al perseguimento di una pluralità di scopi, rispetto al quale non è stata resa l’informativa ai dipendenti e agli utenti ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 recante il Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito Codice), ritenuta necessaria nella parte in cui il sistema stesso risulta finalizzato a scopi non ricompresi nell’art. 53 del Codice;
  • la presenza di un sistema di localizzazione sui palmari forniti in dotazione ai dipendenti, al fine di “garantire la sicurezza degli agenti in servizio, nonché per una migliore gestione delle risorse”, rispetto al quale non è stata presentata la preventiva notificazione al Garante, ai sensi degli artt. 37 e 38 del Codice.

Morale della favola, anche se non c’era nella volontà di chi ha acquistato e messo in esercizio questi “palmari” l’intenzione di spiare o seguire impropriamente gli operatori di Polizia Locale, la mancanza dell’informativa e la mancanza della notifica preventiva al garante hanno comportato l’irrogazione di questa robusta sanzione pecuniaria anche a carico di un ente pubblico che svolge funzioni di Polizia.

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Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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