Ricorso inammissibile e titolo esecutivo.

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Interessante decisione della II sez. della S.C. in tema di legittimità del titolo esecutivo a seguito di impugnazione di verbale al Codice della Strada.

Nel caso di specie, è sufficiente a ritenere rigettato il ricorso solo su mera comunicazione di “irricevibilità” del ricorso stesso?

O è necessario che, in ogni caso, il prefetto investito di una opposizione avverso il verbale di contestazione di una sanzione amministrativa per violazione del codice della strada, ha il dovere di emanare sempre e comunque una ordinanza-ingiunzione nel caso in cui confermi
l’accertamento dell’infrazione ?

In realtà, l’opposizione dinanzi al Prefetto avverso il verbale di contestazione d’una infrazione al codice della strada, ex art. 203 d.lgs. 285/92, introduce un procedimento amministrativo.
Qualsiasi procedimento amministrativo non può che concludersi con un provvedimento amministrativo espresso. Tanto stabilisce l’art. 2, comma primo, Legge n. 241/1990, il quale impone (al secondo periodo) la necessità di un provvedimento espresso anche quando la P.A. ravvisi “la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità” dell’istanza avanzata dal privato cittadino, con l’unica concessione, in questo caso, della possibilità di ricorrere ad una motivazione semplificata.
Pertanto, il provvedimento conclusivo del procedimento amministrativo introdotto dall’opposizione prefettizia ex art. 203 d.lgs. 285/1992, quando l’amministrazione ritenga l’istanza infondata nel merito, oppure inammissibile per tardività, non può che consistere in
una ordinanza-ingiunzione, come tale impugnabile entro 30 giorni dinanzi al Giudice di pace, ex art. 6 d.lgs. 150/2011.

L’iter logico seguito, au contraire, dalla S.C. è ineccepibile. Se così non fosse l’interessato non avrebbe tutela nell’eventualità in cui il prefetto, errando, dichiarasse tardivo un ricorso tempestivo: in tal caso, infatti, l’interessato potrebbe venire a conoscenza della tardività del suo ricorso al prefetto dopo lo spirare del termine di cui all’art. 205 c.d.s. per l’impugnazione del verbale dinanzi al Giudice di pace, e perderebbe l’una e l’altra forma di tutela.

Il principio di diritto sancito, pertanto, da Cass., sez. III, 05/11/2020, n. 204702 è il seguente: “l’opposizione prefettizia avverso il verbale di contestazione di una infrazione al codice della strada deve necessariamente concludersi con una ordinanza-ingiunzione, sia quando l’amministrazione ritenga la suddetta opposizione infondata nel merito, sia quando la ritenga inammissibile, irricevibile od improcedibile per qualsivoglia causa. In mancanza dell’emanazione del suddetto provvedimento espresso, non è consentita l’emissione della cartella esattoriale sulla base del verbale di contestazione dell’infrazione”.

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