QUESITO

Si richiede un Vs. parere in merito alla necessità di agibilità di pubblica sicurezza e di autorizzazione di p.s. per intrattenimento in un pubblico esercizio (bar ), ad esempio intrattenimento con dj,  rimanendo l’attività prevalente quella della somministrazione (eventi in programma max 15 da ottobre 2015 a settembre 2016).

A parere della scrivente sarebbe necessario il rilascio di agibilità di p.s. a seguito di relazione redatta da tecnico abilitato, la domanda dovrà inoltre essere corredata anche da relazione di impatto acustico;

una volta ottenuta l’agibilità di p.s. l’interessato potrà presentare scia per gli eventi in programma qualora gli stessi si esaurissero entro le ore 24.00, diversamente richiesta di autorizzazione di p.s.

Invece per gli eventi all’esterno del locale (su area pubblica) sarà necessaria l’autorizzazione di p.s. anche in considerazione del fatto di richiesta di deroga per quanto concerne il limite acustico.

Grazie.

Distinti Saluti.

 

RISPOSTA

In ordine al quesito posto si osserva quanto segue:

Nell’ambito della semplificazione amministrativa e di riduzione degli adempimenti burocratici previsti dal Tulps e dal Regolamento di esecuzione, l’art. 13 del D. L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, ha abrogato il comma 2 dell’art. 124 del Regolamento di esecuzione del Tulps.

E’ stato, quindi, eliminato l’obbligo per i titolari del pubblici esercizi di richiedere la licenza ex art. 69 per effettuare, nelle aree di tali esercizi, piccoli spettacoli e trattenimenti, liberalizzando l’esecuzione di ogni tipologia di trattenimento, quali juke box, musica dal vivo o da ascolto, Karaoke, piccoli spettacoli senza impianti scenici o palchi in pub, ristoranti, bar, alberghi, stabilimenti balneari.

E’ stato posto il problema se, a seguito dell’abrogazione del predetto comma 2 dell’art. 124, fosse venuta meno la necessità della licenza ex art. 69 Tulps per ogni spettacolo di qualsiasi specie nei pubblici esercizi di cui all’art. 86.

A seguito di tale abrogazione era passato “falsamente” il concetto della piena e totale liberalizzazione con un proliferare di trattenimenti, spettacoli ed eventi vari nei pubblici esercizi e, in particolare, nei locali di somministrazione di alimenti e bevande, senza richiedere alcuna specifica autorizzazione o controllo di sicurezza dei locali ed impianti.

Il Dipartimento della Pubblica sicurezza, con parere n. 557/PAS/U/003524/13500.A(8) del 21 febbraio 2013 ha precisato che:

A) gli spettacoli e/o trattenimenti musicali o danzanti allestiti occasionalmente o per determinate ricorrenze (festa di fine anno, carnevale e simili) sono esentati dalla licenza di cui all’art. 69 e accertamento di cui all’art. 80, sempre che rappresentino una attività occasionale, accessoria e complementare della ristorazione o somministrazione di alimenti e bevande

         Pertanto, non sono soggetti a licenza i trattenimenti organizzati in via eccezionale ed occasionale, senza la preparazione delle sale con allestimenti scenici, palchi o altre strutture che possono trasformare il pubblico esercizio in locale di pubblico spettacolo; in definitiva, il trattenimento deve essere funzionale all’attività di somministrazione ed essere una maggiore attrattiva sul pubblico,  senza i caratteri dell’imprenditorialità (pagamento di un biglietto di ingresso, aumento del prezzo delle consumazioni etc.).

         Tali esercizi hanno, tuttavia, l’onere di due adempimenti indispensabili, relativi alla presentazione al comune della documentazione di previsione di impatto acustico di cui all’art. 8, comma 2, della legge 447/95, nonché della richiesta del certificato di prevenzione incendi per i locali che accolgono più di 100 avventori.

B) Qualora le installazioni di palco o allestimenti di scenografie, l’organizzazione di sale dedicate al trattenimento nel pubblico esercizio, con caratteristiche tipiche del locale di pubblico spettacolo, e manifestazioni e/o spettacoli ricorrenti (tutti i fine settimana o programmati, come nel caso indicato nel quesito), modificano la natura del pubblico esercizio, trasformandolo in locale di pubblico spettacolo, le attività intraprese saranno soggette al rilascio della licenza di cui all’art. 69 Tulps, come peraltro stabilito dal vigente comma 1 dell’art. 124 del Regolamento di esecuzione Tulps con conseguente sistema di controlli e verifiche da parte della Commissione di vigilanza, ai sensi dell’art. 80 Tulps, ai fini del rilascio della licenza di agibilità.

         La nota ministeriale conclude argomentando sulla necessità di tali verifiche, altrimenti si determinerebbe una incomprensibile disparità di trattamento rispetto ad analoghe attività all’aperto o nei locali soggetti alla disciplina dell’art. 68 Tulps.

         Anche in questa ipotesi i pubblici esercizi dovranno farsi carico dei citati adempimenti: certificato di prevenzione incendi e documentazione di previsione di impatto acustico.

  • Certificato prevenzione incendi

         Per i locali di trattenimento e spettacolo con capienza superiore a 100 persone durante le manifestazioni, il titolare deve munirsi del Certificato di prevenzione incendi ai sensi del D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151, allegato I, punto 65, con esclusione di manifestazioni a carattere temporaneo.

         Il Certificato prevenzione incendi è soggetto a Scia, da presentare al Comando VV. FF., nell’ipotesi del trattenimento con capienza superiore a 100 persone e fino a 200; mentre per le attività con capienza superiore alle 200 persone deve essere presentata, allo stesso Comando, istanza con i progetti degli impianti o costruzione.

         Per i locali pubblici ove si  svolge occasionalmente attività di trattenimento, ovvero a  carattere temporaneo, non è richiesta la predetta certificazione.

         La mancanza del CPI o il mancato rinnovo del certificato medesimo nei predetti locali,  con una presenza costante di oltre 100 avventori, è sanzionata penalmente dall’art. 20 del citato D. Lgs. 139/2006, che per tale violazione punisce il titolare con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da € 258 a € 2.582.

         Il Prefetto, inoltre, può disporre la sospensione dell’attività per i locali di pubblico spettacolo e trattenimento fino all’adempimento dell’obbligo di richiesta o rinnovo del certificato.   

  • Documentazione di previsione di impatto acustico

         Il D.P.R. 19 ottobre 2011, n. 227, all’art. 4, comma 1, ha stabilito che i pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande, mense, attività culturali, di spettacolo, sale giochi, palestre, stabilimenti balneari, che utilizzano impianti di diffusione sonora, ovvero svolgono manifestazioni o eventi con diffusione di musica, o utilizzo di strumenti musicali, devono predisporre e presentare al comune la documentazione di previsione di impatto acustico ai sensi dell’art. 8, comma 2, della legge 447/95, al fine di tutela dei cittadini interessati dall’inquinamento acustico.

         La documentazione può essere sostituita da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi del citato art. 8, comma 5, qualora non siano superati i limiti di emissione di rumore stabiliti dal documento di classificazione acustica del territorio comunale.

               Il predetto art. 8 estende tale obbligo anche ai circoli privati, discoteche e impianti sportivi e ricreativi. 

               Le funzioni amministrative di controllo sull’osservanza delle prescrizioni sull’inquinamento acustico sono esercitate dal Comune; il personale incaricato dei controlli può accedere agli impianti ed alle sedi di attività che costituiscono fonte di rumore e richiedere dati, informazioni e i documenti necessari  per  l’espletamento  del servizio di vigilanza.

               La violazione dei limiti di emissioni sonore, è punita con sanzione amministrativa pecuniaria da € 258,00 a € 10.330 ai sensi dell’art. 10, comma 2 della stessa legge 447/95.

               Alla violazione consegue l’ordinanza sindacale di abbattimento delle emissione sonore, ai sensi dell’art. 9 (qualificata come ordinanza contingibile ed urgente); per l’inottemperanza a detta disposizione consegue la denuncia ex art. 650 C. P., nonché la sanzione pecuniaria da € 1.032 a € 10.330, ai sensi dell’art. 10 comma 1. 

 

  • Modifica artt. 68 e 69 Tulps

               Il d. l. 8 agosto 2013, n. 91, (noto come Decreto Cultura), recante “disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo”, convertito con modifiche dalla legge 7.10.13, n. 112, all’art. 7, c. 8-bis ha modificato gli artt. 68, 69  e 71 del Tulps.

In particolare all’art. 68, alla fine del 1° comma, ha aggiunto il seguente periodo:«Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio, la  licenza è sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, presentata allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo».

         Stesso periodo è stato aggiunto anche alla fine del successivo art. 69

         Tanto premesso, rileviamo che lo spettacolo deve terminare entro le ore 24 (la mezzanotte) dello stesso giorno di inizio. Quindi, sono soggetti a Scia, e non più a licenza ex art. 68 o 69 Tulps, solo gli “eventi” (come definiti nella novella) di trattenimento e/o svago della durata di un solo giorno; possono iniziare a qualsiasi ora della giornata, ma devono terminare entro la mezzanotte.

         Si evidenzia, altresì, che la nuova disposizione “non si applica a locali” con “una capienza inferiore a 200 persone“, bensì per “eventi” manifestazioni ove è consentita la “partecipazione fino ad un massimo di 200 avventori”; quindi anche se si dovessero utilizzare locali più grandi, le aree dovrebbero essere limitate al fine di determinarne una capienza massima di 200 partecipanti.

         Infine, anche in ipotesi di presentazione della Scia, per queste manifestazioni, ancorchè legate ad un singolo giorno e con i limiti anzidetti, è sempre necessario l’accertamento della sicurezza e agibilità ex art. 80 Tulps, con presentazione di una relazione redatta da un  tecnico abilitato, trattandosi di utenza pari o inferiore alle 200 persone, come stabilito dall’art. 141 Regolamento di Esecuzione del Tulps. 

P.A.sSiamo 

Michele Pezzullo

 

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