Domanda:  Com. te Pezzullo, avrei bisogno del vs. aiuto per risolvere, in tempi brevi, un problema abbastanza complicato che riguarda una richiesta di apertura di media struttura, al fine di evitare una richiesta di risarcimento danni.

In data 29.6.2005 è stato approvato il nostro SIAD L. R. 1/2000, che è stato redatto in conformità agli strumenti urbanistici allora vigenti e senza richiesta di varianti, ma con riserva di disciplinare con successivo atto deliberativo la localizzazione Domanda: delle medie strutture in sede di redazione del nuovo strumento urbanistico generale. In sede di approvazione del PUC, però, non si è proceduto a disciplinare la localizzazione delle medie strutture e, ovviamente, alla data attuale, non abbiamo ancora provveduto ad adeguare il SIAD. Ora però è pervenuta una richiesta di apertura di media struttura che a mio parere non può essere accolta. Pertanto, vi chiedo se, in questa fase transitoria, alla luce di quanto sopra e della L. R. 1/20t14 ed in assenza dell’adeguamento SIAD:

  1. può essere negata o deve essere accolta tale richiesta;
  2. se sono ancora vigenti gli indirizzi e le norme del SIAD approvato in data 29.06.05;
  3. se è sempre dovuta, anche in questa fase transitoria di attesa dell’adeguamento del SIAD, l’autorizzazione all’apertura di una media struttura di vendita
  4. che tempi ha il Comune eventualmente per negare tale autorizzazione.

Vi ringrazio anticipatamente, un caro saluto,

C. M. Uff. Suap Comune di C. (SA) 

Risposta: 

Vista la complessità della domanda, rispondiamo analizzando, in dettaglio, la normativa vigente (Legge Regionale n. 1 del 9 gennaio 2014), nonché i decreti e le circolari esplicative, sopravvenuti.

Partiamo, quindi, dalla risposta al punto 2 del quesito:

L’art. 64, comma 3, ha stabilito che “Sono fatti salvi i SIAD, le autorizzazioni, le deliberazioni, le istanze, gli atti, nonché gli effetti conseguenti alla legge regionale n. 1/2000”.

Il Decreto Dirigenziale n. 997 del 30.10.2014 (in BURC n. 77 del 10.11.2014), art. 8, comma 6, pag. 34, ha precisato che “Ai sensi dell’art. 64, comma 3, della Legge Regionale sono fatti salvi i SIAD già autorizzati, i quali, quindi, sono da considerarsi in vigore nelle parti rispondenti alla normativa sopravvenuta, mentre sono inefficaci nelle parti con essa in contrasto”.

Per quanto innanzi, è del tutto evidente che il SIAD approvato nel vostro comune nel 2005 è tuttora in vigore e, pertanto, sono vigenti gli indirizzi e le norme approvate,se non contrastano con la nuova normativa.

In risposta al punti 1 e 3, segnaliamo che l’art. 10, comma 9 della Legge stabilisce che “Le domande per l’apertura di medie strutture, di grandi strutture di vendita o di esercizi speciali per le merci ingombranti, nonché degli esercizi operanti nei mercati in area privata, nei Comuni dove non è vigente lo SIAD sono ammesse, se ricadenti nelle zone territoriali omogenee destinate all’insediamento delle attività produttive, delle attività terziarie e delle attività alle stesse correlate, fatto salvo il rispetto delle norme previste dalla presente legge”; ed inoltre il citato Decreto Dirigenziale n. 997 del 30.10.2014, art. 8, comma 8, pag. 35, a commento di tale articolo, precisa “Il comma 9, dell’art. 10, della Legge Regionale stabilisce norme tassative per impostare la programmazione urbanistica comunale delle attività commerciali e per scongiurare gli effetti di stallo conseguenti ad eventuali inadempimenti comunali ….”.

Poiché per quanto detto si deve ritenere che il vostro SIAD sia tuttora in vigore, e soprattutto per evitare gli “effetti di stallo” paventati nel decreto dirigenziale, si è dell’avviso che potrà essere rilasciata l’autorizzazione richiesta, a condizione che ricada nelle zone territoriali omogenee destinate all’insediamento delle attività produttive.

Infine, per quanto attiene al punto 4, ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge, il Comune deve esaminare le istanze per il rilascio di autorizzazione per l’apertura di una media struttura di vendita nel termine di sessanta giorni, rilasciando l’autorizzazione ovvero il diniego motivato, significando che, in mancanza, la domanda si intenderà accolta per silenzio assenso ex art. 20 legge 241/90.

Tale termine è prolungato fino a settantacinque giorni se è richiesto anche il permesso di costruire, congiuntamente all’autorizzazione all’apertura.  

 C. te a. r. Dr. Michele Pezzullo 

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