Quesito Officina meccanica – ordinanza di chiusura. Esecuzione

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Buongiorno comandante, sono il collega di S., un quesito a cui mi può rispondere ha tempo. L’ufficio urbanistica emette ordinanza a carico di una autofficina in quanto nella zona ove è ubicata secondo il regolamento edilizio urbanistico non è prevista. Il soggetto propone ricorso al TAR che in prima istanza sospende l’ordinanza. Successivamente il tar con ordinanza rigetta il ricorso del meccanico e conferma la citata ordinanza dell’ufficio urbanistica. Orbene in data odierna il responsabile dell’ufficio commercio emette nuova ordinanza a carico del meccanico che, citando gli atti precedenti, ordina la cessazione dell’attività di officina meccanica. Il mio dubbio è questo: nell’ ipotesi che l’attività non cessi, oltre la denuncia per 650 C. P., quali incombenze devo applicare? sigilli, sequestro amministrativo o altro? Ovviamente nel caso in cui il p. m. non disponga altrimenti. Ringrazio e saluto

A. S.  Com. della P. M. di   (CS)

 

Risposta

Qualora a seguito della disposizione dell’ufficio urbanistica per violazione del regolamento edilizio sulla destinazione dell’area ove sorge l’autofficina, il titolare non dovesse essere più iscritto nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione, si dovrà procedere ad elevare verbale a carico dello stesso titolare ai sensi dell’art. 10, comma 2 della legge 122/92 con sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.164 a € 15.493 e la confisca delle attrezzature e strumentazioni, provvedendo al sequestro immediato.Poiché nel caso prospettato non vi è stato alcun intervento precedente di chiusura a seguito della sospensione da parte del TAR del primo provvedimento, dopo l’adozione da parte del Suap della ordinanza di chiusura dell’attività, in caso di inottemperanza si consiglia di ricorrere alla procedura che di seguito si segnala.Precisiamo, in primo luogo, che a parere dello scrivente non si può procedere alla denuncia ai sensi dell’art. 650 C. P. perché mancano i presupposti stabiliti da tale articolo; infatti con la mancata chiusura non vengono violati principi di giustizia, di ordine e sicurezza pubblica, ne di igiene e sanità, elementi essenziali per delinearsi tale tipo di violazione penale. Ci troviamo, invece, di fronte a violazioni di carattere amministrativo e in tal senso si deve procedere.

Pertanto, al fine di dare attuazione all’ordinanza di chiusura consigliamo la seguente procedura:

Dopo la notifica dell’ordinanza si deve effettuare sopralluogo per accertare se il titolare dell’officina abbia ottemperato.

  1. a)qualora sia stata data esecuzione all’ordinanza, redigere relativo verbale di accertamento dell’avvenuta cessazione dell’attività e chiusura dell’esercizio trasmettendolo al Suap;
  2. b)nel caso in cui l’interessato non abbia provveduto e continui la sua attività, poiché è ancora iscritto nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione, come si evince dal quanto scritto nel quesito, non si potrà procedere per la violazione dell’art. 10 della legge 122/92, bensì solo per la omessa osservanza della ordinanza.

Pertanto, dopo aver preso atto della inottemperanza, il provvedimento di chiusura diventa esecutorio e si deve, quindi, procedere alla stesura di un verbale di inottemperanza e contestuale diffida a cessare l’attività ed a chiudere l’esercizio, assegnando il termine di 3 gg. (termine mutuato dall’art. 5, comma 2, tulps).

Decorso il predetto termine, si deve ripetere il sopralluogo e, se accertata l’inottemperanza alla diffida, procedere all’apposizione di sigilli all’officina, redigendo relativo verbale di esecuzione, provvedendo alla nomina del custode giudiziario del bene sottoposto a sequestro.

La presente procedura è mutuata dall’art. 612, comma 2, C.P.C. che stabilisce: “Il giudice dell’esecuzione provvede sentita la parte obbligata. Nella sua ordinanza designa l’ufficiale giudiziario che deve procedere all’esecuzione e le persone che debbono provvedere al compimento dell’opera non eseguita o alla distruzione di quella compiuta”.

Si ricorda, infine, che si effettua il sequestro cautelare di un bene, ai sensi dell’art 13 legge 689/81, solo nell’ipotesi in cui è stabilita la confisca del bene stesso (ad esempio il sequestro della merce posta in vendita dagli operatori commerciali su aree pubbliche in assenza di titolo abilitativo).

                                                          C.te a. r. Dr. Michele Pezzullo

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