QUESITO

 A seguito di incidente stradale auto/motociclo, sono state rilevate a carico del conducente minorenne … del motociclo le seguenti sanzioni:

1) Art. 171 comma 1, 2 e 3 C.d.S. (sprovvisto di casco);

Sanzione Accessoria: Fermo amministrativo 60 gg. (art. 214 C.d.S.), custodia presso custode acquirente, con facoltà del proprietario di richiedere la custodia in qualsiasi momento;

2) Art. 193 comma 2 (sprovvisto di assicurazione obbligatoria);

Sanzione Accessoria: Sequestro Amministrativo finalizzato alla confisca (art. 213 c. 2 C.d.S), custodia presso custode acquirente per i primi 30 gg (art. 213 comma 2-quinques);

3) Art. 116 comma 15 e 17 C.d.S. (sprovvisto di patente di guida);

Notizia di reato A.G. (Tribunale per i minorenni per la definizione dell’ammenda);

Sanzione Accessoria: Sequestro Amministrativo (art. 213 comma 2 sexies C.d.S.), custodia presso custode acquirente per i primi 30 gg.

Per quanto sopra si chiede:

a) Relativamente all’art. 116, considerato che il conducente minorenne ha dichiarato di aver sottratto le chiavi del motociclo al genitore proprietario del veicolo, può considerarsi quest’ultimo soggetto estraneo e non applicare il sequestro e la relativa confisca. L’art. 213 comma 2 sexies recita: E’ sempre disposta la confisca………… per commettere un reato ……, per reato s’intende la guida senza patente o, come penso io “il motociclo è servito per commettere un reato (es. scippo).

Lo stesso verbale va inviato alla Prefettura? Se si quale è la norma di riferimento;

b) Considerato che i tre verbali hanno tempi di custodia presso custode acquirente diversi, si chiede a quali dei tre dare priorità, al fine di poter chiedere da parte del proprietario l’affidamento in custodia;

c) Visto che l’art. 193, dispone varie forme di pagamento della sanzione ridotta del 30% nei 5 giorni successivi alla notifica, si chiede quale sia più giusto applicare, visto l’art.116 che dispone prioritariamente la confisca, e di conseguenza il proprietario non disporrà più del veicolo.

Visto i tempi ridotti a disposizione, considerato che i verbali sono stati notificati il giorno 05/04/2014, si chiede un cortese urgente riscontro nei limiti delle possibilità.

Cordiali Saluti

RISPOSTA

Questione complessa che meriterebbe risposte a più largo raggio.

Ad ogni buon conto ci si sofferma solo sulle domande specificamente poste:

a)      In linea generale, l’organo accertatore non ha nessun potere di entrare nel merito della dedotta estraneità del proprietario della cosa, agli effetti della esclusione dell’applicazione delle sanzioni amministrative (specie se accedano a sanzioni principali penali). Il tema, tuttavia, non è quello della decisione sulla “estraneità del proprietario”, quanto quello del testo dell’articolo 213 comma 2 sexies CdS.  Invero, il testo dell’articolo 213 comma 2 sexies ha sempre destato perplessità, in ordine alla possibilità di applicare la confisca ad ipotesi di reato colpose o (pur se dolose) prive del nesso di strumentalità (quale quello considerato nel quesito). Sul piano personale, ritengo che un avvocato abbia “gioco facile” nel difendere l’inapplicabilità della confisca nella vicenda relativa al quesito e non è un caso che, nel commento all’articolo 213 del Commentario Maggioli al Codice della Strada (Delvino- Napolitano- Piccioni- Carmagnini, “Codice della strada commentato”, ed. 2013) si sia scritto: “…che senso ha inserire nel contesto del codice della strada una norma che prevede una sanzione amministrativa accessoria per l’effetto di compimento di reati di chiara matrice dolosa, in cui il veicolo a due ruote sia solo strumentale alla commissione del fatto? La norma in parola meglio sarebbe stata collocata nel contesto del codice penale, in margine ai reati di furto o di rapina, piuttosto che nel contesto di un articolo finalizzato a disciplinare le conseguenze per fatti puniti con sanzioni amministrative. In ogni caso si ritiene che essa oggi sia una mera eterointegrazione delle previsioni del codice penale in materia di confisca conseguente all’accertamento dei reati, pertanto non dovrebbe darsi seguito a sequestro amministrativo, ai sensi dell’articolo in commento, bensì a sequestro penale con funzioni conservative. Alle descritte perplessità si aggiunga che si ha il timore che la norma venga nuovamente male interpretata (a sommesso giudizio di chi, come noi, non ha potere diverso dalla mera critica, rispetto alle indicazioni di prassi ministeriale) dal Ministero dell’Interno che, già sotto l’egida applicativa del testo dell’articolo 213 comma 2 sexies partorito dalla legge 168/05, aveva ritenuto che la confisca del ciclomotore o del motoveicolo andasse eseguita anche nel caso di lesioni colpose, perché pur sempre reato (Circolare Ministero dell’interno – Dip. pubblica sicurezza 7/9/2005 prot.300/A/1/44285/101/3/30/9 -punto 3.2 Reati commessi alla guida di ciclomotori o motoveicoli-, oggi ridimensionata indirettamente dalla circolare 300/A/l/26711/101/20/21/4 del 21 settembre 2007 che sorvola sul problema principale, richiedendo la previa proposizione della querela, pur senza smentirsi direttamente). Si ribadisce, in questa sede, che il tenore lessicale del comma 2 sexies dell’articolo 213 del codice della strada deponga in favore dell’interpretazione della necessarietà strumentale del ciclomotore o del motoveicolo, ai fini della integrazione del reato, e non di una mera occasionalità; in altri termini si ritiene che quando il veicolo indicato al comma 2 sexies dell’articolo 213 del codice sia coinvolto nella consumazione di reati per mera occasione e senza il dolo di utilizzazione ai fini della commissione o dell’agevolazione del reato non possa scattare la confisca né debba farsi luogo alla misura cautelare del sequestro per effetto della citata norma. Di contro, quando gli autori del reato abbiano inteso avvalersi del veicolo in parola per rendere possibile o agevolare un reato, la procedura del comma 2 sexies debba trovare applicazione.  Si tratta di un’interpretazione restrittiva che si giustifica alla luce della formulazione della norma che, nella parte in cui riporta l’inciso “sia stato adoperato per commettere un reato”, espelle dalla sua area di applicazione fenomeni di occasionalità o reati di natura colposa”. Ciò premesso, si deve rimarcare che la mia è una pura opinione dottrinale, contraddetta da alcuni accreditati autori di prontuari (prossimi culturalmente alla Polizia Stradale) che difendendo una “linea dura”, intimano agli organismi di accertamento delle violazioni, di procedere sempre al sequestro dei motoveicoli (o ciclomotori), quale che sia il reato ipoteticamente ascrivibile al conducente. Come concluderla risposta alla prima parte del primo quesito? Se si è suggestionati dalla paura della “omissione penalmente rilevante”, si proceda in ogni caso a sequestrare; scelta sostanzialmente ingiusta ma non errata sul piano procedurale.  Venendo alla seconda parte del primo quesito, il verbale di sequestro del veicolo va trasmesso alla Prefettura ai sensi e per gli effetti dell’articolo 224 ter comma 1. Importante: dato che avverso il verbale di sequestro di cui al comma 1 dell’articolo 224 ter (conseguente, nel caso di specie, al reato di cui all’articolo 116) è ammessa opposizione diretta al Giudice di pace (ex art. 205 C.d.S. in comb. disp. Con D.lgs n°150/2011), il processo verbale deve contenere tale avvertenza, altrimenti non decorrono i termini di opposizione. Problemi e dubbi ricorrono in ordine alla legittimazione passiva, sebbene sono della ferma opinione che la legittimazione passiva all’eventuale giudizio di opposizione sia del Prefetto e non del Comando da cui dipende l’accertatore (in tal senso si rammenta che il verbale va trasmesso entro 10 giorni alla prefettura).

b)      Una volta che si sia dato corso al sequestro in base all’articolo 224 ter, posto che la norma rinvia al 213 (con clausola di compatibilità) sebbene con concorra anche un periodo di fermo, sicuramente il veicolo non potrà essere trasferito in custodia al proprietario prima della decorrenza del 30 giorni. Da quel momento in poi, con il cambio di custodia, si sconteranno insieme sia la parte residua della sanzione accessoria di cui all’articolo 214 che la misura cautelare del sequestro, se non annullato dal G.d.P.  al sessantesimo giorno dalla data di accertamento della violazione, spirerà il termine di fermo, indipendentemente dalla custodia.

c)       Sulla confisca del bene, quale conseguenza della violazione di cui all’articolo 116, deciderà il Giudice penale, per come previsto dal comma 2 dell’articolo 224 ter, alla cui lettura si rinvia. Questa faccenda non inficia il diritto della parte di avvalersi della possibilità di accedere al PMR entro 5 giorni.

Pino Napolitano

 

P.A.sSiamo ….

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