Quesito: Circolo privato con somministrazione – Sorvegliabilità

Gentile Com.te Pezzullo, in questi giorni ci è pervenuta la richiesta di verifica dei criteri di sorvegliabilità di un locale da adibirsi a circolo privato, dove in passato si trovava un bar e per il quale i diversi requisiti erano soddisfatti.

Ma adesso nello stesso locale, deve essere aperto un circolo privato e siccome una parte del locale è adibito a banco di consumazione,  si pongono i seguenti quesiti:

1- il banco per la somministrazione di bibite e consumazioni varie, si trova subito dopo la porta di ingresso, ma in realtà non è visibile da pubblica strada in quanto prima di poter giungere alla porta di ingresso del locale, vi è un ampio parcheggio. In pratica la porta di ingresso si trova a circa 50 metri dalla strada pubblica, per cui dalla stessa strada non vi è visualizzazione del bancone.

2- altro dubbio, il circolo privato in realtà consiste in un unico locale, in particolare la parte adibita alla somministrazione e la parte adibita a circolo vero e proprio, coesistono in un unico ampio locale. Si precisa che la parte adibita alla consumazione è meno del 10% dell’intero locale.

Agente S. G. – Polizia Municipale ……………. (CE) –

 

Risposta

 

Il Decreto Ministero dell’Interno 17 dicembre 1992, n. 564, recante il “Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande”, in GU n. 35 del 12-2-1993, all’art. 4 individua le caratteristiche dei locali che sono adibiti alla somministrazione di alimenti e bevande annessi a circoli privati, stabilendo che “I locali di circoli privati o di enti in cui si somministrano alimenti o bevande devono essere ubicati all’interno della struttura adibita a sede del circolo o dell’ente collettivo e non devono avere accesso diretto da strade, piazze o altri luoghi pubblici”.

Aggiunge inoltre che “all’esterno della struttura non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino le attività di somministrazione esercitate all’interno”.

Tanto premesso, in ordine al quesito, evidenziamo che la norma dispone chiaramente che il requisito della sorvegliabilità è soggetto a due prescrizioni ineludibili:  

a)    i locali dei circoli privati in cui si effettua la somministrazione devono essere ubicati all’interno della struttura destinata a sede del circolo;

b)   tali locali non devono avere accesso diretto da strade, piazze o altri luoghi pubblici.

Purtroppo, talvolta, si è portati a unificare tali prescrizioni, come peraltro ha fatto l’Agente che ha proposto il quesito, ritenendo, erroneamente, che la distanza dalla sede stradale assolvesse alla prescrizione della non visibilità dalla strada dell’attività di somministrazione.

In effetti il locale in argomento assolve solo alla prescrizione del punto b), eludendo del tutto il punto a).

Infatti, il Decreto stabilisce che i locali in cui si effettua la somministrazione devono essere posti in un vano interno diverso da quello destinato a sede del circolo.

Pertanto, a parere di chi scrive, la struttura deve essere composta almeno da due locali separati; in un primo si accede al sodalizio, ove si svolgono le attività proprie stabilite nello statuto, mentre nell’altro verrà effettuata la somministrazione di alimenti e bevande in favore dei soli soci.

Invece di sovente si trovano a porte fittizie, poste all’interno della struttura, subito dopo l’entrata del circolo, per poter consentire l’attività di somministrazione senza essere direttamente visibile dalla strada; è del tutto ovvio che tale soluzione è usata e abusata, spesso tollerata dagli agenti (dobbiamo dirlo senza remore!!!), solo per consentire l’attività di somministrazione in violazione dei criteri di sorvegliabilità innanzi citati.

Peraltro, necessita precisare, infine, che l’attività di somministrazione nei circoli è da considerarsi solo attività complementare, rispetto a quella che è prevista dallo statuto dell’associazione, avendo il solo fine di consentire ai soci di avere la disponibilità di consumare alimenti e/o bevande, senza doversi allontanare dalla sede sociale; non dovrà in alcun modo rivestire rilievo primario nell’economia del sodalizio, tant’è che eventuali utili o avanzi di gestione, derivanti da tale attività, dovranno essere investiti nelle attività primarie del circolo, non potendo essere ripartiti o distribuiti tra gli stessi soci, come stabilito dall’art. 148 (ex 111), comma 8, del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi – D.P.R. 22.12.1986, n. 917).

Per quanto innanzi detto, lo scrivente ritiene che il locale in oggetto non sia in possesso dei requisiti di sorvegliabilità.

  C.te a. r. Dr. Michele Pezzullo

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