Quesito: chi è il trasgressore, quando la violazione stradale è commessa dal minore?

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Quesito per passiamo: la risposta!
Risposta ai quesiti posti dai lettori

Quesito: chi è il trasgressore, quando la violazione stradale è commessa dal minore?

QUESITO:

Alcune sentenze di cassazione indicano nel “trasgressore” non il minore (che dovrà essere identificato in altra sezione del verbale) ma chi era tenuto alla sorveglianza del minore stesso che dovrà quindi essere indicato nel verbale quale reale trasgressore”. Ritengo quindi che nel verbale non debba essere indicato il nome del minore, ma solo il nome del genitore. Concorda con questa ricostruzione?

RISPOSTA.

Giusto per essere chiaro, non concordo con questa ricostruzione che pare una sorta di applicazione acritica di una circolare del ministero dell’interno che non si preoccupa di capire cosa c’è dietro le affermazioni giurisprudenziali. Ora provo a spiegare il mio pensiero.

Per rispondere compiutamente, propongo 5 domande preliminari, a cui fornisco una sintetica risposta (per stimolare una maieutica indispensabile per il caso che qui ci occupa):

  • chi è il “trasgressore”? La risposta mi sembra sia scontata: è trasgressore colui che, con coscienza e volontà (dolo o colpa che sia), viola il precetto in relazione al quale è prevista la sanzione amministrativa.
  • È vietato identificare un minore nella compilazione del verbale onde indicare che questi abbia commesso una violazione punita con sanzione amministrativa? Anche questa risposta mi sembra scontata: NO, non è vietato.
  • E’ possibile che il minore, trasgressore, sopporti le conseguenze della violazione? Risposta: No, il minore, a norma dell’art. 2 della L.689/1981 non può sopportare le conseguenze dell’illecito; per lui le conseguenze si trasferiscono su chi, al momento della violazione, era tenuto agli specifici doveri di vigilanza, in relazione alla propria colpa omissiva.
  • Come si trasferisce giuridicamente questa colpa sul “genitore”? Risposta: Contestando a questi la violazione che si sarebbe dovuto contestare al minore, evidenziando che questo trasferimento punitivo è l’effetto dell’omessa vigilanza (la contestazione al minore, più che vietata è totalmente inutile, nulla, come non realizzata, priva di effetti giuridici).
  • Posso annotare solo il nome del genitore sul verbale? Risposta: se lo fai sei uno sciocco autolesionista, in quanto non ci sarà stata la documentazione del fatto storico (l’illecito commesso dal minore), né del legame corrente tra l’autore dell’illecito e la persona a cui intendiamo ricondurre la responsabilità.

 In buona sostanza, quindi, un bravo agente di Polizia Locale deve essere in grado di cogliere la distinzione tra “trasgressore”, da intendersi come “esecutore materiale della condotta illecita osservata e constatata dall’agente accertatore” e “trasgressore rispetto al dovere di vigilanza nei confronti del minore o incapace”, in considerazione della circostanza che l’esecutore materiale della condotta illecita è persona fisica non assoggettabile alle conseguenze delle sanzioni amministrative a norma dell’art. 2 della L.689/1981 (norma applicabile al codice della strada come effetto della previsione dell’art. 194 del D.Lgs 285/1992).

In altri termini, nella compilazione del verbale, va sempre indicato anche chi sia stata “nel senso fisico e naturalistico del termine” la persona che ha violato la norma in relazione alla quale ricorre l’applicazione della sanzione amministrativa.

Se non si identificasse questa persona (si ripete: trasgressore come esecutore materiale della condotta illecita) non sarebbe possibile trasferire la responsabilità (ai sensi dell’art. 2 della L.689/1981) in capo a chi era tenuto alla vigilanza nei confronti dell’incapace.

Ciò chiarito, che la giurisprudenza (a cominciare da Cass. Civ. Sent. n° 4286 del 26/03/02) abbia affermato che “NEI CONFRONTI DEL GENITORE VA EFFETTUATA LA CONTESTAZIONE DIRETTA DELLA VIOLAZIONE NELLA QUALE SIA ENUNCIATO IL RAPPORTO DIRETTO CON IL MINORE CHE NE IMPONEVA LA SORVEGLIANZA AL MOMENTO DEL FATTO E LA SPECIFICA ATTRIBUZIONE DELLA RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA”, è patrimonio comune oltre che agli uomini di questa Nazione, anche dei relativi animali di affezione.  Ma questa sentenza (e le successive di identico segno) non va intesa nel senso che il “genitore” diventa “l’esecutore della condotta materiale”; al contrario l’insegnamento giurisprudenziale viene a significare che, al cospetto di una condotta materiale commessa comunque da un incapace, risponde “il genitore”, per aver omesso di compiere la doverosa vigilanza nei confronti del minore.

Spero che questa spiegazione aiuti chi ha formulato il quesito a comprendere meglio il senso della giurisprudenza, delle circolari e del sistema sanzionatorio, proprio perché si deve superare il meccanicismo nozionistico impresso nelle narrazioni parziali e superficiali circolanti negli ambienti di lavoro o nelle chat, in vista di un atteggiamento, consapevole, costruttivo e adeguato a fronteggiare la varietà strutturale dell’illecito amministrativo.

Come notizia storica aggiungo – narrando un fatto storico verificatosi qualche anno fa in Sicilia-  che un Giudice di pace annullò il verbale redatto da uno zelante (ed ottuso) operatore di polizia che aveva indicato come “trasgressore” il genitore, senza alcuna menzione al fatto storico commesso dal minore; l’Avvocato del ricorrente si sarà divertito moltissimo nello scrivere il ricorso …. il Giudice di pace ha dovuto fare il suo lavoro, forse rimuginando sul fatto che ci sono verbali scritti troppo male in giro. Ergo: sul verbale il minore va indicato; se non lo si indicasse, non sarebbe lecito comprendere a che titolo si contesta la violazione a chi, nell’occasione di specie, era impegnato a fare altro (magari era al lavoro in una diversa parte d’Italia, mentre il figliolo scorrazzava senza casco nel paesello d’origine).

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