Domanda:

Nel Comune di Roscigno un bar risulta chiuso da diversi mesie solo raramente viene aperto per un paio di ore, senza comunicare e rispettare gli orari di apertura e chiusura, creando molteplici disagi ai cittadini, soprattutto alle persone anziane.

Si chiede quali provvedimenti può adottare l’Ente per tutelare il pubblico servizio in considerazione che nel comune esistono solo due attività del genere ed una è distante dal centro.

Inoltre si chiede se si può procedere alla revoca della licenza e avviare l’iter, con manifestazione pubblica, per assegnarla ad altri soggetti eventualmente interessati.

  1. L. – Com.te Polizia Locale Comune di …………. (SA)

 

Risposta

Si premette che non vi sono più obblighi per il rispetto degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali e pubblici esercizi; pertanto il titolare potrà aprire e chiudere quando vorrà, oppure non chiudere mai.

Qualora il titolare dovesse sospendere l’attività per un periodo superiore ai dodici mesi, l’autorizzazione decade  ai sensi dell’art. 64, comma 8, lett. b) del D. Lgs. 59/2010 ed il comune può procedere alla revoca dell’autorizzazione.

Vi è, infine, da aggiungere che in Campania trova ancora applicazione la legge 287/91 per le attività di somministrazione alimenti e bevande nei pubblici esercizi e, pertanto, ai sensi dell’art. 8, comma 3, i titolari di tali esercizi hanno l’obbligo di comunicare al Comune l’orario che intendono adottare e di renderlo noto al pubblico mediante esposizione di un cartello, ben visibile.

Tale violazione  è sanzionata ai sensi dell’art. 10, comma 2, con sanzione amministrativa pecuniaria da € 103,00 a € 5164,00 con pagamento in misura ridotta di € 206,00 –

Infine, qualora dovessero ricorrere i motivi per la revoca dell’autorizzazione, questa non potrebbe essere assegnata ad altri soggetti interessati, ma dovrebbero essere gli stessi, in possesso dei prescritti requisiti morali e professionali, ex art. 71 D. Lgs. 59/2010, a richiedere al comune autorizzazione per l’esercizio dell’attività di somministrazione alimenti e bevande, qualora fosse adottata una programmazione di tali esercizi; in mancanza l’eventuale avvio di tali attività è soggetto a presentazione della Scia.

 

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Michele Pezzullo

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