Psicologia dell’evento incidentistico stradale

di Pascal Di Chiazza

L’incidente stradale è un evento che condiziona in modo prioritario gli autori e attori che convergono nella circostanza.

Sappiamo che spesso l’incidente stradale è condizionato da fattori psicologici collegati agli autori, i quali possono descriversi nella non conoscenza delle norma di comportamento collegate alla circolazione stradale e da non idonee conoscenza della carattereistiche dalla strada e del mezzo.

Il fattore descritto in modo “triangolare” strada – veicolo – uomo, anche nello studio della psicologia ha un valore rilevante nell’analisi dell’incidente stradale, infatti, molte delle analisi e relazioni trovano come base i tre fattori descritti per carpire e scoprire quel mondo “sommerso” che la psiche umana sa egregiamente nascondere. Non è facile comprendere la volontà incosciente del soggetto, è statisticamente provato che nessun essere umano vuole produrre un danno a sé e agli altri. Nel caso di una coscienza volontaria, come bene descrivono i giuristi, siamo in presenza di una azione dolosa, pertanto il soggetto con la sua azione vuole compromettere la sua integrità fisica e quella altrui. Lo scopo della sua azione è quello di creare dei disagi e degli scompensi alla quotidianità.

Questo breve preambolo per entrare nella fase molto delicata che registra l’operatività della Forze di polizia, le quali devono gestire anche le due fattispecie descritti collegate al comportamento umano.

La gestione del sinistro stradale non è quella che i cittadini pensano in modo simmetrico, cioè l’azione connessa alla rilevazione dell’evento infortunistico, ma si deve, per un attimo “riavvolgere” il nastro è trovare il punto di partenza, connesso alla chiamata.

Chi riceve l’alert, deve essere pronto a comprendere lo status quo dell’informazione. Spesso trattasi di soggetti ipertesi e in uno stato di agitazione per quanto hanno vissuto o visto, il compito del poliziotto è quello di trasmettere fiducia e calma nella comunicazione telefonica attraverso la parola ben scandita e con toni pacati, in altri termini la polizia deve far comprendere al cittadino che in quel momento è a loro vicini.

Per gli utenti stradali tutti gli incidenti sono gravi e meritano una comprensione da parte della polizia, la loro psiche registra nell’incidente un momento tragico della vita quotidiana.

La successiva fase, è quella connessa alla trasmissione dell’informazione alla pattuglia operante.

La cosa primaria è quella di trasmettere i dati in modo lineare come sono stati recepiti dall’interlocutore. L’enfatizzazione della news, con considerazioni prettamente soggettive possono essere inclinare il filo logico dell’intervento.

Gli operatori che ricevono l’alert, che probabilmente sono impegnati in altre mansioni istituzionali, con quelle nozioni devono iniziare a “dipingere” il quadro della eventuale situazione che potrebbero trovare all’arrivo sul luogo oggetto del contendere.

In questi momenti la calma interiore e fisica, addizionata alla professionalità sono elementi che si riveleranno di grande aiuto per le successive fasi dell’intervento.

Conoscere in tempo reale alcuni aspetti che il teatro dell’incidente sono fondamentali per un’ottima rilevazione, a questo proposito è essenziale la sinergia tra la centrale operativa, che non deve abbandonare la pattuglia e gli operatori che sono a bordo dell’auto istituzionale.

Al vostro arrivo osservate con accuratezza gli attori dell’evento, sappiate che essi probabilmente sono scossi e traumatizzati, quindi in voi vedono quell’ancora di salvezza. Sappiate che per la psiche umana, in alcuni casi le ferite fisiche sono meno gravi di quelle psicologiche

Il comportamento e il linguaggio che essi utilizzano sono degli ottimi monitori per comprendere se vi trovate una persona la cui volontà psicologia è consapevole o inconsapevole. Qui la vostra grande esperienza è tale che potete cogliere se il soggetto che interloquisce con voi è sincero oppure vuole nascondere alcuni elementi che a voi potrebbero rilevarsi interessanti nell’evento infortunistico.

La mia esperienza insegna che ci sono delle persone, le c.d. esibizioniste, che mettono in atto delle azioni per, usando un vostro linguaggio, inquinare le prove. La vostra abilità deve “smontare” con pacatezza le loro affermazioni allusive e con molta diplomazia le invitate ad accomodarsi fuori della zona dell’incidente.

È difficile dare consigli a persone importanti come siete voi, sappiate che la vostra deontologia professionale è in grado di cogliere le sfaccettature che si presentano innanzi a voi. Qui il c.d. “bravo” poliziotto che sa fare il suo mestiere è in grado con la pacatezza che vi contraddistingue cogliere i fattori umani delle vere persone coinvolte.

Nella mia esperienza ho notato che il soggetto, che è stato coinvolto in un azione come quella che disquisiamo ora, dimostrando estrema sicurezza nella parola e nei fatti lo dovete, in modo metaforico, portare in “pesa”. Spesso essi nel dimostrare sicurezza nascondono elementi interessanti del loro essere umano e dell’azione o dell’omissione. Qui è essenziale capire alcune delle fattispecie delittuose collegate con la psiche umana che post incidente generano dei comportamenti non consoni alla legge. Non è mia materia ma come avete ben compreso mi rivolgevo all’omissione di soccorso e alle fughe.

Il soggetto “incapace”, non di intendere e volere, ma di affrontare l’evento accaduto, si pone nei vostri confronti in modo pacato, rassegnato, conscio di ciò che ha fatto con la sua azione od omissione. In esso vi è un segno tangibile che sarà difficile cancellare nella sua psiche.

Non è facile la vostra professione, il mio consiglio è quello di gestire queste situazioni creando un filo logico con gli attori dell’evento, senza mai sminuire la vostra “divisa”. Ho appositamente usato il termine divisa, perché essa è quel quid in più verso gli altri, come già dissi, la vostra presenza è vista e vissuta in modo positivo. Molte delle persone che colloquiano con me parlano di voi per le azioni che vi hanno visto partecipi nei momenti, scusate il termine, buoi della loro vista, infatti, per loro la divisa è come il sole nel bel mezzo della giornata.

La comunicazione post incidente stradale alle persone più vicine agli infortunati, deve avere ed avvenire in tono professionale, pacato utilizzando modi e metodi comuni, non servano citazioni bibliche o filosofiche, aimè la divisa parla da sé.

Comprendo che questa fase “traumatica” può segnare anche voi, soprattutto quando arrivano sul luogo del sinistro i famigliari. Non ci sono ricette mediche che vi aiutano, posso esternare il consiglio del c.d. “padre” di famiglia il quale con molto garbo cerca di comunicare la non positiva notizia. Vedete, a volte lo sguardo vostro verso l’interlocutore è ricco di notizie ed informazioni. Per questo sono cerco che osservare lo sguardo altrui vi trasmette molte cose, si può definire che esso è come un libro aperto, vi consiglio di saperlo leggere correttamente e con molta attenzione.

La vostra diplomazia e deontologia professionale che vi caratterizza sono elementi fondamentali nella “macchina” della comunicazione. Mi permetto di raccomandarvi che di fronte a voi avete un genitore, un parente di quella persona che durante la fase del rilievo voi avete visto o assistito nel sinistro stradale. Se abbiamo sostenuto che vi è un trauma da incidente per gli autori e attori, lo stesso è per chi riceve la vostra visita. Che vi devo dire, fatevi forza e affrontate quella porta.

Per me posso sono affermare che la divisa, di qualunque colore sia rappresenta le istituzioni e tutta la gente ha bisogno delle vostre divise. Come già dissi tutti i poliziotti sanno affrontare situazioni belle e brutte, questa è la vita, mi permetto come professionista di un settore diverso dal vostra, ma collaborativo con il vostro, di consigliarvi il saper ascoltare, guardare e solo dopo una riflessione il saper agire erga omnes

Non è facile carpire la psiche umana, essa è come la tavolozza dei colori del pittore che ha dipinto quel quadro che vi ha visti soggetti attivi con la vostra egregia operatività.

Molti sono i colori, i soggetti e le sfaccettature, ma una sola è la cornice che voi chiuderete con estrema ratio.

Pascal Di Chiazza -Psicologo e Psicoterapeuta

 

Condividi.

Informazioni sull'autore

Redazione

Invia una risposta