La Corte di Cassazione V sezione penale   con sentenza pronunciata il 30 gennaio 2018 ha condannato una donna di 30 anni che aveva pubblicato sul suo profilo Facebook la foto di un’altra persona.

la Suprema Corte ha confermato il reato di cui all’articolo 494 codice penale già sentenziato dal Tribunale di Pordenone in data 07/12/2016 che aveva condannato la donna alla pena concordata di giorni 15 di reclusione, convertita in euro 3.750 di multa, da corrispondersi in 30 rate mensili di pari importo, per il delitto contestatole.

Articolo 494 C.P. Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona , o attribuendo a sé o ad altri un falso nome  o un falso stato , ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici , è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino ad un anno .

 

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Giuseppe Capuano

Comandante Polizia Municipale

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