Prime modifiche al Testo unico sul commercio in Campania

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Prime modifiche al Testo unico sul commercio in Campania

La legge regionale 21 aprile 2020, n. 7, pubblicata sul BURC n. 91 del 27 aprile 2020 ed in vigore dal successivo 12 maggio, ha approvato il “Testo unico sul commercio”, meglio noto come TUC.

Il provvedimento è composto da 158 articoli ed è intervenuto a regolare l’esercizio delle attività commerciali in Campania, riunendo in un unicum le diverse normative che regolano le principali attività produttive del territorio:

– Attività Commerciali in sede fissa e sulle aree pubbliche;

– Commercio all’ingrosso;

– Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;

– Sagre e feste popolari;

– Vendita della stampa quotidiana e periodica;

– Distribuzione di carburanti.

Neanche il tempo di leggerla con calma e cominciare a conoscerla nei dettagli, che la Regione con la nuova legge regionale 24 giugno 2020, n. 11, pubblicata sul BURC n. 133 del 25 giugno 2020, con l’articolo 2 ha apportato i primi correttivi e modifiche ad una serie di articoli di detta legge.

E’ stato completamente riscritto l’articolo 3 e sono stati parzialmente modificati altri 12 articoli che di seguito esamineremo.

1) Articolo 3 – La nuova formulazione stabilisce:

(Divieto di utilizzo della plastica)

  1. Al fine di promuovere la sostenibilità ambientale dello sviluppo del sistema commerciale, nel rispetto dei tempi posti dalla normativa dell’Unione europea e del suo recepimento nell’ordinamento statale vigente, è fatto divieto, per l’espletamento della attività di somministrazione di alimenti e bevande, nonché per il consumo immediato negli esercizi commerciali che vendono prodotti alimentari, l’utilizzazione di contenitori mescolatori per bevande, cannucce, posate, bicchieri e piatti in plastica.”.

In pratica si conferma il divieto di utilizzo di elementi in plastica quali contenitori per bevande, cannucce, posate, bicchieri e piatti, sia nell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, che di vendita per il consumo sul posto negli esercizi commerciali. Tale divieto però, contrariamente a quanto disposto nel precedente articolo 3, ha efficacia immediata e non più entro un anno dalla entrata in vigore.

2) Articolo 44, comma 1, prescrive che dopo le parole “per tutti i periodi dell’anno” sono aggiunte le seguenti: “tranne che nei trenta giorni precedenti le vendite di fine stagione per i prodotti di cui all’articolo 43,”.

Detto articolo tratta delle vendite promozionali; con la presente modifica viene posta  una limitazione temporale, stabilendo che possono essere effettuate in tutti i periodi dell’anno eccetto che nei trenta giorni antecedenti le vendite di fine stagione (saldi), però solo per i prodotti indicati nell’articolo 43, cioè per i prodotti di carattere stagionale suscettibili di deprezzamento.

3) Articolo 46, comma 2,  le parole “all’articolo 7” sono sostituite dalle seguenti: “al

comma 1 dell’articolo 7”.

Tale articolo è relativo alla disciplina della vendita di prodotti negli spacci interni di enti pubblici o privati, cooperative di consumo, circoli privati, scuole, ospedali a favore di coloro che hanno diritto ad accedervi. La modifica apportata stabilisce che per l’esercizio di vendita di prodotti alimentari o non è sufficiente il solo requisito previsto dall’articolo 7, comma 1; vale a dire è sufficiente il solo requisito morale e non occorre il requisito professionale anche se trattai di vendita di prodotti alimentari. Si evidenzia che detta disposizione già era stata approvata dall’articolo 8, comma 1, del D. Lgs. 147/12, che aveva modificato il D. Lgs. 59/2010.

4) Articolo 49, comma 3,  primo periodo, sono aggiunte, alla fine, le seguenti parole: “, ai sensi dell’articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59)”.

 L’articolo in argomento è riferito alle vendite al domicilio del consumatore ed il periodo aggiunto richiama le responsabilità dell’esercente per l’impiego di personale incaricato. 

5) Articolo 61, comma 2  le parole “di pubblica sicurezza” sono sostituite con le

seguenti: per altri motivi di pubblico interesse”.

Il presente articolo è relativo alle modalità di esercizio dell’attività di commercio sulle aree pubbliche; tra i motivi di restrizioni di detta attività  ai motivi di pubblica sicurezza ha sostituito i “motivi di pubblico interesse”, che sono dettagliatamente  indicati nell’articolo 8, comma 1, lett. h) del D. Lgs. 59/2010.

6) Articolo 67, comma 13, le parole “salvo che si tratti di aree a ciò espressamente

destinate” sono sostituite con le seguenti: “salvo le esigenze delle Forze di polizia, per lo svolgimento dei servizi di istituto”.

L’articolo detta disposizioni in ordine alle caratteristiche funzionali dei mercati; la modifica introdotta è relativa al divieto di sosta dei veicoli nell’area mercatale, escludendo i veicoli delle Forze dell’ordine per l’espletamento delle esigenze di servizio.

7) Articolo 76 è così modificato:

1) al comma 2 dopo le parole “è presentata al SUAP la SCIA unica” sono aggiunte le seguenti:“o SCIA condizionata”;

2) al comma 3 le parole “del certificato di prevenzione incendi” sono sostituite con le seguenti: “dell’attività”;

3) alla fine del comma 4 sono aggiunte le seguenti parole: “nonché al Comando dei Vigili del fuoco competente per territorio, per le attività con superficie superiore a 400 metri quadrati”.

Detto articolo, relativo al commercio all’ingrosso non alimentare, è stato modificato per buona parte, nei commi 2, 3 e 4, prevedendo al comma 2 che per le attività superiori ai mq. 400 è possibile presentare al Suap, in alternativa alla Scia unica, la Scia condizionata.

Invece, al comma 3, in caso di subingresso, la comunicazione resta valida per la voltura dell’attività e non del Certificato prevenzione incendi.

Infine, al comma 4, in caso di cessazione dell’attività la comunicazione al Suap deve essere, da quest’ultimo ufficio, inoltrata oltre che alla Camera di Commercio anche al Comando VV. FF. per le attività con superficie superiore ai mq. 400.

8) Articolo 77 è così modificato:

1) al comma 2, dopo le parole “è presentata al SUAP la SCIA unica” sono aggiunte le seguenti: “o SCIA condizionata”;

2) al comma 3, le parole “del certificato di prevenzione incendi” sono sostituite con le seguenti: “dell’attività”;

3) alla fine del comma 4 sono aggiunte le seguenti parole: “nonché al Comando dei Vigili del fuoco competente per territorio, per le attività con superficie superiore a 400 metri quadrati.”;

Il presente articolo, relativo al commercio all’ingrosso alimentare, come il precedente articolo 76, è stato interessato dalle stesse modifiche, ai commi 2, 3 e 4.  E’ stato, infatti, previsto al comma 2 che per le attività superiori ai mq. 400 è possibile presentare al Suap, in alternativa alla Scia unica, la Scia condizionata.

Invece, al comma 3, in caso di subingresso, la comunicazione resta valida per la voltura dell’attività e non del Certificato prevenzione incendi.

Infine, al comma 4, in caso di cessazione dell’attività la comunicazione al Suap deve essere, da quest’ultimo ufficio, inoltrata oltre che alla Camera di Commercio anche al Comando VV. FF. per le attività con superficie superiore ai mq. 400.

9) Articolo 91, comma 1, alla fine sono aggiunte le seguenti parole: “e nel rispetto delle normative di prevenzione incendi”.

L’articolo è riferito alle modalità di abilitazione all’esercizio dell’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in zone tutelate e non tutelate; oltre ai regimi amministrativi previsti nella tabella all’allegato A, viene richiesto anche il rispetto della normativa per la prevenzione incendi , se richiesto.

10) Articolo 113, comma 2, le parole: “e all’autorità di pubblica sicurezza del luogo nel quale ha la residenza o la sede legale” sono soppresse.

L’articolo in commento è relativo alla diffusione gratuita della stampa; al comma 2 è stato stabilito che l’editore, che si serve di collaboratori ed incaricati per la diffusione gratuita della stampa, deve comunicare l’elenco solo al comune competente per territorio e non più all’autorità di pubblica sicurezza.

11) Articolo 128, comma 4, stabilisce che la lettera c)  è soppressa.

L’articolo, relativo alla sospensione e decadenza delle autorizzazioni in materia di impianti stradali di distribuzione carburanti, con la soppressione della lettera c) del comma 4, stabilisce che il comune non pronuncia la decadenza dell’autorizzazione nel caso in cui l’impianto posto nel centro abitato funziona senza la presenza del gestore.

12) Articolo 142, comma 2, le parole “posti al di fuori dei centri abitati” sono soppresse.

Il presente articolo, relativo agli orari degli impianti di distribuzione carburanti, ha disposto che in detti impianti, ovunque posti, non possono essere disposti limiti all’uso, anche senza assistenza, delle apparecchiature  per il servizio di rifornimento senza servizio.

13) Articolo 152, comma 1, le parole: “e dagli organi di polizia” sono soppresse.

Detta ultima modifica è riferita alla vigilanza sulle norme relative agli impianti di distribuzione carburanti, affidata solamente ai funzionari dell’ufficio regionale competente in materia, con esclusione degli organi di polizia.

            Da ultimo, vi è da aggiungere che con la medesima legge, all’articolo 1, sono state apportate alcune modifiche anche alla Legge regionale 4 dicembre 2019, n. 25, relativa al “Divieto di utilizzo di prodotti in plastica sulle spiagge e gli stabilimenti balneari della Campania”.

            In particolare, ha modificato la rubrica dell’articolo 1, sostituendo i termini “materiale monouso non biodegradabile e compostabile” con la parola “plastica”; mentre al comma 1 le parole “materiale non compostabile” sono sostituite dalla parola “plastica”. Inoltre, il comma 2 dello stesso articolo è stato abrogato.

            Infine, al comma 1 dell’articolo 7, primo periodo, dopo le parole “Regione Campania” sono state aggiunte le seguenti: “ed ha vigenza fino alla adozione della disciplina statale di recepimento della Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente”.

            Concludiamo, precisando che la presente legge è entrata in vigore  in data 26 giugno 2020, giorno successivo alla sua pubblicazione.

                                           

                                                                 C.te a. r. Dr. Michele Pezzullo

 

 

 

 

 

 

 

 

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