E’ consuetudine ormai che la magistratura sia chiamata sempre più sovente ad esprimersi su atti di Polizia Giudiziaria, redatti da soggetti appartenenti ad associazioni di volontariato, con qualifica di “Guardia Giurata Particolare Volontaria”.

Tale attività di volontariato,svolta da una buona parte di civili, è indubbiamente lodevole, in quanto, sempre più spesso suddetti cittadini suppliscono alle Istituzioni nelle varie emergenze relative alla tutela dell’ambiente, della flora, della fauna, etc…,

 Codesti volontari, nell’atto di svolgere tali funzioni di polizia, sono comunque tenuti a redigere delle relazioni sulle situazioni fronteggiate, ma molto spesso, stilando verbali e personali considerazioni dei fatti, travalicano oltre le loro specifiche competenze, dettate dal legislatore nell’ambito del ruolo a loro assegnato.

La funzione che tali Guardie Giurate Volontarie, si sono nel tempo assegnate nei diversi ambiti sopra citati, ha generato nel cittadino medio, una reale confusione circa l’effettivo ruolo che la normativa di settore a loro attribuisce e la reale condotta a cui gli stessi debbono pedissequamente attenersi. Evitando, così comportamenti di polizia repressiva, atteggiamento, che purtroppo molto spesso assumono nei diversi contesti territoriali.

L’occasione di approfondire quest’argomento ci è data da una recente circolare del Ministero dell’Interno (n. 557/PAS/U/009889/10089.D.GG del 28.06.2017) in cui viene sottolineato che la legislazione che disciplina la vigilanza in campo ambientale, ittica, venatoria e zoofila, non attribuisce in nessun caso la funzione di “polizia” alle Guardie Particolari Giurate Volontarie in quanto prerogativa questa esclusiva delle Forze di polizia dipendenti dallo Stato ed Enti Locali.

Si ritiene opportuno ricordare che la materia che regola il variegato mondo dell’associazionismo è molto complessa, ed è a compartimenti stagni, per cui ogni normativa speciale che introduce un qualsivoglia impiego di Guardie Giurate Volontarie, non ha tenuto conto di quanto declamato da altre leggi e non di meno dalla giurisprudenza di merito consolidata. Inoltre, ad alimentare ulteriormente la non chiarezza sull’effettivo ruolo che le Guardie Giurate Volontarie, è stato certamente anche il loro modo di operare  quasi “borderline”  che nel tempo ha assunto i caratteri tipici dei corpi di polizia, mediante l’utilizzo di terminologie, modulistiche e timbri equivoci. Un coacervo di eccezioni, accettate anche passivamente da organi sovraordinato, che sono diventate nel tempo consuetudini e quindi accettati come legali e regolari. Un equivoco che ha investito non solo cittadini ed istituzioni,  ma anche le stesse Guardie volontarie che, alcuni in buonafede, hanno ritenuto il tutto fosse in sintonia delle previsioni statali o regionali che disciplinano la materia.

Il Ministero dell’Interno, ancora una volta, con la succitata circolare, ha dovuto chiarire, mediante una sintesi delle normative di settore, la funzione pubblicistica di vigilanza delle Guardie Giurate Particolari Volontarie con riferimento ai poteri d’accertamento e sanzionatorio.

Vigilanza venatoria: – può essere svolta dai soggetti indicati dall’art. 27 della Legge quadro sulla caccia n. 157 /1992; il comma 7 dello stesso articolo attribuisce alle Province la nomina ed il coordinamento delle guardie venatorie volontarie;

vigilanza zoofila: può essere svolta dalle guardie giurate nominate con decreto prefettizio ai sensi dell’art. 6, comma 2, della legge n. 189/2004 limitatamente al campo di applicazione previsto da quella legge (gli illeciti, anche penali, commessi mediante maltrattamento degli animali e loro impiego in combattimenti clandestini o in competizioni non autorizzate con esclusivo riguardo agli animali domestici o di compagnia); il comma l dello stesso art. 6 demanda il coordinamento delle attività di vigilanza in materia al Prefetto che lo esercita con le modalità previste dal D.M. 23.3.2007; può essere svolta dalle guardie zoofile nominate da organi della Regione o delle Province ai sensi di norme di legge regionali (abilitate ai compiti di vigilanza di volta in volta previsti dalle leggi regionali stesse che, per lo più, lo limitano al controllo del randagismo, al rispetto delle norme sull’anagrafe canina e, sovente anch’esse, alla tutela degli animali d’affezione); il loro coordinamento operativo è esercitato secondo le previsioni delle stesse leggi da organi regionali, provinciali o se del caso comunali;

vigilanza ittica (pesca nelle acque marittime): – può essere svolta dai soggetti nominati da organi regionali, provinciali o comunali, ai sensi dell’art. 22 del D. Lgs. 4/2012 sotto il coordinamento operativo delle capitanerie di porto; -vigilanza ittica (pesca nelle acque interne): – può essere svolta dai soggetti nominati dalle province e sotto il loro coordinamento operativo ai sensi dell’art. 31 del R.D. 1604/1931;

vigilanza ecologica ed ambientale: – può essere svolta dalle guardie ecologiche o ambientali volontarie nominate con il procedimento, alle condizioni e con le forme previste dalle Prefetture; non esiste una disciplina statale di tale vigilanza; –

vigilanza sul patrimonio zootecnico; – deve invece escludersi qualsiasi competenza di operatori volontari in materia di controllo degli allevamenti, essendo previsti, al loro interno, ormai solo controlli ispettivi di tipo veterinario, demandati a personale pubblico qualificato, da svolgersi secondo modalità tassative, stabilite in sede nazionale e comunitaria, che escludono accessi e verifiche da parte di personale estraneo a tale sistema e privo di specifica qualificazione professionale (v. i DD.LLggss. n. 533 e 534/1992, n. 146/2001, n. 267/2003 e n. 126/20 11, che hanno riservato i controlli in parola ad organi pubblici – Ministero Salute, Regioni, ASL – comunque diversi da Comuni e Comunità montane).

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Informazioni sull'autore

alberto

Dr. Alberto Voccia – Esperto Giuridico in materia di Ambiente - Associazione Nazionale Forestali. Già comandate di Stazione dell'ex Corpo Forestale dello Stato.

5 commenti

  1. leonardo poli su

    per le guardie enpa i cui compiti sono indicati nel dpr 31 msrzo 1979 e che sono menzionate nella 157 e nel regolamento di polizia veterinaria?

    • alberto

      Ringrazio il Sig. Poli per il quesito proposto.
      Ricordo che con il D.P.R. 31 marzo 1979 l’ENPA ha perso il carattere di persona giuridica pubblica, i suoi agenti sono oggi guardie giurate volontarie di un’associazione protezionistica nazionale riconosciuta e la legge sulla caccia conferisce esclusivamente i poteri di vigilanza e di accertamento indicati nei commi 1 e 5 dell’art. 28, della legge n. 157/92.

  2. Salve, a quanto ne so, i poteri demandati alle guardie Zoofile, nell’esercizio delle loro funzioni e attribuite dal decreto di nomina prefettizio, contemplano le funzioni di agente o ufficiale di polizia giudiziaria, oltre alla qualifica di pubblici ufficiali. Se così non fosse, ne deriverebbe un controsenso data l’attribuzione delle responsabilità e dei compiti di vigilanza e tutela affidategli all’interno della legge 189 del 2004, oltre ad una impossibilità d’intervento in flagranza di reato. Le verifiche relative al settore zootecnico, credo avvengono certamente in concerto con gli organi Asl e veterinari qualificati. Diverso il discorso delle classifiche guardie particolari giurate che si occupano di vigilanza di beni immobili e privati, infatti si tratta di incaricati di pubblico servizio e non pubblici ufficiali, questi ultimi sono sí privi delle funzioni di polizia giudiziaria. Saluti

  3. Gentile dott. Voccia, non la conosco ma ho comunque pieno rispetto delle sue competenze . Sono un formatore e istruttore tecnico per la sicurezza sul lavoro e nel tempo libero il Dirigente responsabile di una associazione di protezione ambientale da circa 20 anni. Non voglio criticarla ma mi permetto di scriverle per diritto alla corretta informazione, perchè trovo alcune inesattezze o comunque omissioni nel suo articolo dove peraltro noto un certo copia incolla che va a creare una informazione non totalmente esatta in materia.
    La circolare del Ministero dell’Interno (Ufficio per gli Affari, Polizia Amministrativa e Sociale) a cui lei fa riferimento, in oggetto: NOMINA DA PARTE DI UNA AMMINISTRAZIONE COMUNALE di operatori volontari quali “agenti accertatori eco-zoofili” con compiti di accertamento e sanzionatori delle violazioni di norme di legge in tema di protezione e tutela degli animali del patrimonio zootecnico ed ambientale”.
    da i chiarimenti ai vari U.T.G. competenti in merito ad alcune “situazioni” che hanno visto coinvolti volontari nominati da alcuni Comuni con la qualifica di agenti di “polizia zoofila” ( n.b la circolare è stata la risposta specifica in riferimento ad un quesito posto da vari U.T.G., per una situazione avvenuta in Campania.) ribadendo che i comuni non possono ne legiferare ne nominare guardie volontarie ambientali o zoofile con funzioni di polizia (per questo il Ministero stabilisce che dette guardie non hanno alcuna FUNZIONE di POLIZIA, cioè quelle nominate dai Comuni che NON hanno titolo in materia.) Per dovere di cronaca, le faccio notare che: 1) La possibilità di nomina delle guardie volontarie con particolari “funzioni di polizia” è esclusiva prerogativa del Prefetto territorialmente competente che decide le reali funzioni delle guardie previo parere del Questore rilasciando idoneo decreto di nomina conformemente al T.U.L.P.S. 1931 e s.m.i. ,la nomina di dette guardie può essere proposta da parte dell’ente competente per le guardie, Associazione, Provincia ecc..2) Tali guardie per la durata del decreto (di norma 2 anni) svolgono le funzioni BEN DEFINITE dal proprio decreto di nomina e dal proprio ordine di servizio stabilito con il Questore territorialmente competente a cui è affidata la vigilanza sull’operato della guardia. La guardia ha l’obbligo di intervenire limitatamente a quanto definito da tale ordine di servizio e NON deve essere armata. 3) Ogni guardia in riferimento al decreto di nomina svolge una funzione ben distinta, in base alla funzione la guardia può assumere la funzione di agente o ufficiale di polizia giudiziaria o amministrativa, tale funzione non è permanete ma è una funzione legata al servizio e alle competenze demandate alla guardia.
    (Risposta del Ministero dell’interno ad apposito quesito) DOMANDA: QUALIFICHE DI POLIZIA GIUDIZIARIA AGENTI VOLONTARI; Le guardie ecologiche, ittiche, venatorie, volontarie facenti parte di associazioni riconosciute posseggono la qualifica di agenti di p.g. e polizia amministrativa e sono pubblici ufficiali?
    RISPOSTA
    Solo una disposizione ad hoc in tema di giurisdizione e di norme processuali, come quella, fondamentale, contenuta nell’art.57 c.p.p. può attribuire ad un soggetto, sia pure investito dei poteri di vigilanza e controllo, la qualifica di ufficiale od agente di polizia giudiziaria e le correlative funzioni. In mancanza di una siffatta disposizione legislativa, le guardie volontarie non possono essere considerate agenti di polizia giudiziaria. Allo stato della vigente normativa, solo alle guardie volontarie ittiche (ai sensi dell’art.31 del R.D. 8 ottobre 1931, n.1604, e dell’art.22 della legge 14 luglio 1965, n.963) e zoofile (ai sensi dell’art.6, comma 2 L.n.189/2004) è riconosciuta la qualifica di agenti di polizia giudiziaria limitatamente alle proprie funzioni identificate dal decreto di nomina prefettizio e al proprio ordine di servizio concordato preventivamente con il Questore territorialmente competente che si occuperà di vigilare sull’operato delle guardie. 4) le guardie possono operare solo in accordo e sotto la diretta vigilanza del Questore che potrà decidere quali limitazioni ulteriori imporre al personale volontario e non potranno operare di libero arbitrio ma coordinate dal Questore competente.
    Un altro quesito posto al Ministero dell’interno era un PARERE SULLA Legge 189/2004 art. 6 comma 2
    in merito a quale tipo di riconoscimento intende la legge per ottenere il decreto di guardia zoofila dal Prefetto.
    RISPOSTA
    In un contesto coerente e coordinato con la normativa in materia, si ritiene che le guardie particolari giurate riconosciute dal Prefetto ai sensi della disciplina recata dalla legge n.189/2004, debbano intendersi quelle appartenenti alle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute definite come tali da leggi statali e/o regionali.
    Le guardie Venatorie (Caccia) e Ambientali (rifiuti e flora) non sono da considerarsi in alcun modo agenti di Polizia giudiziaria ma agenti di polizia amministrativa conformemente al decreto di rilascio (Provinciale) e al proprio ordine di servizio.
    Le chiedo scusa ma mi ripeto ho preferito precisare la cosa non per polemica nei suoi confronti ma per puro diritto alla corretta informazione.
    Cordialmente Luca Tonellotto.

    • alberto

      Gent.mo dottor Tonellotto, La ringrazio vivamente per l’attenzione che ha voluto dedicare all’articolo che ho fornito sull’argomento del “coacervo” normativo che regola le funzioni delle Guardie Giurate Volontarie (Ambientali, Venatorie e Zoofile). A tal proposito, le manifesto la mia più sincera ammirazione per l’ interesse che Lei dimostra di avere sulla materia, nonché per la sua ultraventennale esperienza.
      Il mio personale contributo, come Lei ha potuto constatare, nasce dalla riflessione della Circolare del Ministero degli Interni del 28.06.2017, di cui nel seguito dell’articolo ne riportavo fedelmente i punti salienti.
      Ebbene, nella sua lunga e particolareggiata esposizione, pubblicata dalla redazione di P.A.sSiamo, posta in calce alla mia, Lei tende a perfezionare in profondità alcuni punti da me trattati, tra l’altro non confutando il profilo da me tracciato.
      In conclusione, sento la necessità di voler puntualizzare il reale spirito di cui il mio articolo è permeato che ha la sola pretesa di fare sia una puntuale disamina della complessa materia, offrendone una facile lettura, come è abituale costume della rivista che accoglie tali argomentazioni, al fine di evitare che le Guardie Giurate Volontarie vengano indotte in errore proprio da chi ritiene di sapere.
      Un saluto cordiale

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