Quesito Revoca del contratto di fitto del locale commerciale. Conseguenze per l’attività.

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Buongiorno Comandante, mi chiarisce cosa dice in merito la normativa del commercio su questo caso che le sottopongo.

In due parole: una mia conoscente è proprietaria di un locale dato in fitto ad un fruttivendolo, il quale non ha pagato più il canone di fitto perché doveva andare via. Quindi ha voluto farsi revocare il contratto di fitto, però adesso non vuole lasciare il locale

La scia commerciale viene meno senza più il contratto di fitto?  Grazie

Ufficiale   A. M. della P. M. di A (CE)

Risposta

In ordine alla problematica posta, ritengo che la proprietaria del locale, in primo luogo, dovrebbe agire per via giudiziaria rivolgendosi ala magistratura civile secondo le vie legali per tutelare i propri interessi e chiedere che venga ordinato lo sgombero dei locali per morosità del locatario.

Inoltre, può anche rivolgersi al Suap del comune sede dell’esercizio per verifiche di ordine commerciale.

Dovrebbe, poi, segnalare al Suap che il commerciante non ha più la disponibilità del locale perché oggetto di disdetta di locazione a seguito di morosità.

Il Suap, dopo aver fatto eseguire dalla Polizia Locale gli accertamenti sulla veridicità dei fatti dichiarati dal proprietario, dovrà notificare al commerciante l’avvio del procedimento per la revoca dell’autorizzazione (se rilasciata) o la perdita di efficacia della scia se presentata, assegnando un breve termine (riteniamo di pochi giorni) per le contro deduzioni in merito.

Alla conferma delle dichiarazioni del locatore, ovvero In mancanza di chiarimenti e/o giustificazioni da parte del locatario, lo stesso Suap dovrà disporre con ordinanza la cessazione dell’attività e chiusura dell’esercizio.

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