I giudici della quarta sezione Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 37004 del 4 settembre  2019 hanno sentenziato che in tema di reati commessi con violazione delle norme sulla circolazione stradale, costituisce di per sé condotta negligente l’aver riposto fiducia nel fatto che gli altri utenti della strada si attengano alle prescrizioni del legislatore.

LA VICENDA

In un incrocio urbano regolato da semaforo si verificava un grave incidente stradale tra un autobus, ed un motociclo, il cui conducente perdeva la vita. Entrambi i mezzi viaggiavano nella medesima direzione, sostanzialmente paralleli, in quanto l’autobus occupava la corsia centrale, riservata a bus, tram ed altri mezzi pubblici, mentre la moto percorreva la corsia alla destra dell’autobus. Giunti ad una piazza regolata da semaforo, l’autobus impegnava l’incrocio, mentre il semaforo proiettava luce arancione, alla velocità inferiore rispetto al limite massimo vigente mentre la moto che era fermo alla linea di stop, partiva quasi contemporaneamente all’autobus, svoltando a sinistra impattando contro il fianco destro dell’autobus che lo agganciava e trascinava per più di venti metri. In seguito all’incidente, il motociclista riportava trami che ne causavano il decesso. La Corte di appello di Roma, in riforma della sentenza dibattimentale del Tribunale di Roma, appellata dal Procuratore generale e dalle parti civili, che aveva assolto il conducente dell’autobus dal reato di omicidio colposo, con violazione della disciplina sulla circolazione stradale, affermava, la penale responsabilità del conducente dell’autobus e lo condannava alla pena di giustizia, oltre al risarcimento dei danni a favore delle parti civili Avverso la decisione proponeva l’imputato ricorso per cassazione.

LA DECISIONE

Gli Ermellini rigettano il ricorso ritenendo che la Corte territoriale ha accertato correttamente che il bus si sarebbe potuto fermare ma che, invece, nel concreto, pericoloso, contesto quale incrocio urbano con plurime immissioni regolato semaforicamente ed accensione della luce arancione, ha scelto di non frenare e di attraversare l’incrocio, in una situazione prefigurata come pericolosa dal legislatore ed in cui, data la posizione di guida sopraelevata, avrebbe potuto avvistare il motociclista “sfilare” a destra e, appunto, optare per decisa frenata che avrebbe sicuramente permesso di fermare il mezzo prima della linea orizzontale dell’incrocio, evitando l’impatto. La decisione fa corretta applicazione dei principi di diritto secondo i quali In tema di reati commessi con violazione delle norme sulla circolazione stradale, costituisce di per sé condotta negligente l’aver riposto fiducia nel fatto che gli altri utenti della strada si attengano alla prescrizioni del legislatore, poiché le norme sulla circolazione stradale impongono severi doveri di prudenza e diligenza proprio per far fronte a situazioni di pericolo, determinate anche da comportamenti irresponsabili altrui, se prevedibili. Si è ritenuto che il conducente avente diritto di precedenza, nonostante ciò, conservi, nell’approssimarsi ad intersezioni ove possano sopraggiungere altri veicoli, l’obbligo di tenere una condotta adeguatamente prudente, e non può, pertanto, limitarsi ad invocare il comportamento imprudente del conducente sfavorito dal diritto di precedenza, se ordinariamente prevedibile.

 

Corte di Cassazione Penale sezione IV, sentenza n. 37004 del 4 settembre 2019

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Mimmo Carola

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