PagoPA, obblighi rinvii, inadempienze e sanzioni… anche per il codice della strada.

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Proviamo a capire di cosa parliamo quando ci troviamo innanzi alle parole “pagoPA”.

In buona sostanza siamo al cospetto dell’attuazione dei primi due commi dell’articolo 5 del C.A.D. (D.Lgs 82/2005) secondo cui:

“1. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, sono obbligati ad accettare, tramite la piattaforma di cui al comma 2, i pagamenti spettanti a qualsiasi titolo attraverso sistemi di pagamento elettronico, ivi inclusi, per i micro-pagamenti, quelli basati sull’uso del credito telefonico. Tramite la piattaforma elettronica di cui al comma 2, resta ferma la possibilita’ di accettare anche altre forme di pagamento elettronico, senza discriminazione in relazione allo schema di pagamento abilitato per ciascuna tipologia di strumento di pagamento elettronico come definita ai sensi dell’articolo 2, punti 33), 34) e 35) del regolamento UE 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta.

  1. Al fine di dare attuazione al comma 1, l’AgID mette a disposizione, attraverso il Sistema pubblico di connettivita’, una piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilita’ tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati, al fine di assicurare, attraverso gli strumenti di cui all’articolo 64, l’autenticazione dei soggetti interessati all’operazione in tutta la gestione del processo di pagamento”.

L’articolo 65, comma 2, del D.L. 217/2017, prevede che: “L’obbligo per i prestatori di servizi di pagamento abilitati di utilizzare esclusivamente la piattaforma di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo n. 82 del 2005 per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni decorre dal 31 dicembre 2019”.

Questo avrebbe significato che, a decorrere dal 1 gennaio 2020, le pubbliche amministrazioni avrebbero dovuto accettare pagamenti solo attraverso la piattaforma “pagoPA”.

Problema non irrilevante, ad esempio, con riguardo al pagamento delle sanzioni stradali. Problema devastante per la questione dei “preavvisi di accertamento” per i quali, non essendo immaginabile il rilascio di uno IUV, avremmo dovuto dire che gli stessi sarebbero diventati “fuori legge”.

Niente paura, il D.L. 162-2019 (c.d Milleproroghe) prevede, all’articolo 1 , comma 7, il rinvio dell’obbligo in parola al 1 luglio 2020.

Questo il testo:

“8. All’articolo 65, comma 2, del decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217, le parole «31 dicembre 2019.» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2020. Anche al fine di consentire i pagamenti digitali da parte dei cittadini, i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono tenuti, entro il 30 giugno 2020, a integrare i loro sistemi di incasso con la piattaforma di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ovvero ad avvalersi, a tal fine, di servizi forniti da altri soggetti di cui allo stesso articolo 2, comma 2, o da fornitori di servizi di incasso gia’ abilitati ad operare sulla piattaforma. Il mancato adempimento dell’obbligo di cui al precedente periodo rileva ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.»”.

Preoccupante, oltre che interessante è il sistema sanzionatorio; i Comandanti delle Polizie Locali restano avvisati… ma solo se sono dirigenti.

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